IL SOLITARIO. Le critiche sono inutili a scalfire l'orgoglio dei prepotenti, anzi non fanno altro che confermare la loro supremazia per il fatto che se tu non sei stato in grado di accusare il colpo, di resistere, di fare finta di nulla, sei tu che eri in difetto e non il prepotente che doveva moderarsi facendo in modo di non metterti in disagio e in imbarazzo con le sue derisioni. Perciò, pare che nella vita vinca chi riesce a far  più valere il preziosissimo orgoglio. Difatti, migliaia di pagine di storia non fanno altro che offrirci esempi di quanto siano pieni di sé gli imperatori, i regnanti e pure gli eroi e i cattivi delle favole. Dunque, colui che si è scagliato con un furgone fra la folla durante un gay pride, non era altro che un personaggio che credeva di avere la verità in tasca su ciò che fosse giusto, in quanto lo avevano riempito di menzogne rispetto al suo orgoglio di adepto di una setta segreta che aveva una ideologia estremista. In realtà, quell'uomo era caduto nella disgrazia di essere stato ingannato e manipolato e noi non siamo per nulla in grado di giudicare la gravità della situazione. D'altro canto pure gli incappucciati no TAV non fanno altro che rappresentare un gruppo di ribelli pressoché anarchici che non vogliono sottostare a regole ed il cui scopo non è altro che quello di creare scompiglio e terrore gettando bottiglie molotof nascosti ed appostati ad attendere le forze dell'ordine. In effetti, queste persone sono precipitose e non aspettano altro di poter avere la fama e di poter soddisfare il loro ego; il che è secondo loro molto più vantaggioso che cercare di migliorare la viabilità o l'economia attraverso facilitazioni nei trasporti sia di merci che di persone. Non ci si può fare nulla, dunque, al dato di fatto che tutte le cronache e le notizie debbano sottostare alla regola principale che l'orgoglio della persona debba avere la meglio su tutto e su tutti e che debba essere come un brillante solitario che dà risalto e luce al valore personale facendolo diventare storico: una maniera per restare impressi nella memoria che pare avvenire solo attraverso atti di violenza e di sopruso. Se anche in un solo momento, noi volessimo suscitare un modo per apparire e non essere dimenticati, non sarebbe mai che quello di farci sopraffare dall'orgoglio. Quindi quando viene gettata una bomba molotof, quando qualcuno viene ucciso con un furgone guidato a tutta velocità fra un gay pride, allora pensiamo che è l'orgoglio che vuole parlare, che vuole dire a tutti i costi la sua e vuole essere per sempre ascoltato nonostante i danni e le catastrofi che possa procurare intorno a lui. Sì, proprio così, l'orgoglio vuole farsi conoscere, per ciò che è veramente e cioè un cattivo impavido senza paura e senza arte e né parte. E cosa vorrà mai dirci questo "padrino" della nostra esistenza? Semplicemente vuole imporsi, dettare la regola della scorrettezza, dell'illegalità, della durezza per riuscire ad avere il privilegio del primo posto, di un onore senza merito. L'orgoglio, non guarda in faccia a nessuno, non fa sconti, non bada a nient'altro che a riempirsi di vanagloria e di trofei insensati che non servono altro che a farsi notare in maniera goffa, spudorata, sconsiderata, vigliacca. L'orgoglio è meschino, subdolo e fa sentire in colpa il debole, ma infondo non è altro che una fragilità umana, un grosso difetto da compatire che rende l'essere umano come una formica da schiacciare, un miserabile da isolare. L'orgoglio, questo maledetto che non fa altro che renderci schiavi della brutalità, della freddezza e poi ci riduce a guerrieri senza motivazione, eccolo il solitario orgoglio che campeggia su tutte le pagine dei giornali, in TV, sui social network; eccolo lì pronto ad ingannarci ancora una volta con il suo ghigno e la sua beffa che avremo ancora una parte nella storia quando il ricordo che otterremo non sarà altro che tristezza e compatimento in questo mondo lacerato dove essere avvolti dal solitario orgoglio alla fin fine, non porta altro che rifiuto. 

Commenti