CAROSELLO - Tutto tace intorno alle bare di ragazzi giovanissimi che sono stati travolti da una tragedia: un incendio nel locale dove erano andati a festeggiare il capodanno insieme a degli amici in Svizzera a Crans Montana. Cosa cercavano questi ragazzi? Evasione, superamento della noia, emozioni forti, diverso modo di affrontare la vita e soprattutto il periodo critico dell'adolescenza? Cosa cercavano solo una illusione da poco che li avrebbe fatti sentire per una notte al top e al centro di un universo gioioso? I giovani oggi cercano risposte per la loro esistenza e per questo spesso accettano la sfida più dura, quella di mettersi in gioco nella partita più controversa di capire quale sia il loro posto nel mondo. La problematica più evidente che hanno i giovani è quella inerente alla ricerca di una identità che oggi più che mai si basa sulla strumentalità del corpo che pare non riuscire a trovare una soluzione di compromesso fra monismo e pluralismo fra la mente, il suo pensiero ed il corpo ed il suo esprimersi in manifestazioni affettive che divengono più che mai turbolente specie nell'età di passaggio fra la fanciullezza e l'essere adulti e in un qualche modo responsabili del proprio destino tanto da arrivare a filmarlo mentre avveniva il rogo per immortalare una sfida con le fiamme di un locale che crolla bruciando speranze e sogni di una notte e di una vita intera. L'essere umano sembra essere ridotto ad un fenomeno social che dilaga sul web in un carosello di immagini forti e fra meme ridicoli e apparentemente divertenti che mettono, però in risalto l'estrema fragilità umana. Fra botti, scorci di guerra e di raid di potere ecco il profondo desiderio che si possa trovare una giusta e corretta dimensione di convivenza, ecco scaturire la voglia di uscire da schemi e stereotipi di trascuratezza ed incuria delle regole che porta inevitabilmente al delirio e poi alla capitolazione di sogni. Ci si guarda attorno e ci si rende conto che il mondo è fatto di idealismi smodati di potere e di imperialismi che portano da una parte alla decadenza di alcuni personaggi totalitaristi come Maduro e dall'altra alla conquista di luoghi strategici per imporre la propria egida, come per la questione dell'acquisto della Groenlandia e quella dei blocchi navali al largo del Venezuela per il controllo sia del narcotraffico e sia delle petroliere sui mari. Pare chiaro che l'Europa non essendo una superpotenza accreditata non abbia voce in capitolo e che si trovi schiacciata da politiche strategiche di colonialismo dell'America, della Russia e della Cina che vogliono dominare con il loro controllo tutto il mondo, specie quello degli affari marittimi e dello sfruttamento di territori dove ci sono risorse energetiche e minerarie preziose che potrebbero fare avanzare i risvolti competitivi di una nazione rispetto ad un altra. A noi non rimane che svendere ciò che abbiamo di più importante per cercare di tenere cara la pace e la vita: svalutare i nostri prodotti agricoli e caseari particolarmente ricercati dopo che la cucina italiana è stata dichiarata patrimonio immateriale dell'Unesco sperando che a questo si aggiunga anche la creazione del presepe dato che si festeggiano gli 800 anni dalla morte di san Francesco di Assisi. A noi non rimane che porci degli interrogativi sul fatto che i giovani possano essere in grado di affrontare il mondo oggi e che possano avere lo spirito giusto più concreto per poter affrontare le sfide che il presente ci riserva con i suoi colpi di stato, con i suoi cambiamenti climatici che portano ad inondazioni, con le sue regole ed imposizioni che sembrano dover smantellare da un giorno all'altro la democrazia e soprattutto e più di tutto con le sue paure di eclissamenti di valide culture del perdono, della tolleranza, della comprensione e soprattutto della ricerca scientifica e spirituale per raggiungere l'obiettivo di vivere in un mondo migliore quello dove il carosello è quello dei ragazzi impegnati e volenterosi di fare bene, di avere il posto della dignitosa responsabilità.
IL GERARCA - Guardandosi intorno alla stanza dove si era rinchiuso per ripassare la sua parte attoriale politologica, si rivedeva in quel pubblico elettore. Dapprima c'era quel bambino timido sognante che rimaneva come estasiato da raggi radiosi di un utopia, poi c'era l'adolescente che si doveva confrontare con il disincanto della sfida dell'esperienza quotidiana ed infine c'era l'adulto che aveva a che fare con la complessità e la problematicità ed il relativo carico di cifre demoniache di nome azzardo, avventura, scacco, sconfitta e naufragio. Egli, per tale motivo, avrebbe tanto voluto attuare il compito di porsi a livello critico nell'argomentazione deduttiva, ponendosi un itinerario popolato di sintesi delle normative in cui era difficilissimo e alquanto complicato orientarsi per poter raggiungere dei risultati quanto meno decenti. Tuttavia, a livello organizzativo era molto complesso costruire forme di conciliazione/integrazione delle forme antinomic...
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