FANTAASMATICA - Infondo Laila non era credibile perché viveva nella continua illusione, ma d'altronde il mondo che la circondava era tutta una illusione. Infatti, il cervello deve vivere una costante meccanica per riuscire a sopravvivere e rimanere calmo, se no troppa adrenalina provoca molti scombussolamenti come il dover sopportare demoni e tormenti infiniti. I demoni non sono null'altro che interferenze dell'Inconscio, cioè irruzioni spontanee nella continuità di un decorso esistenziale che viene minato da complessi profondi, sensi di inadeguatezza e di inibizione. I complessi possono essere paragonabili a capricci della psiche che disturbano il nostro pensiero di cui la forza più pregnante è data dalla gelosia come per altro è stato più volte dimostrato da delitti passionali anche da parte di giovanissimi che devono superare il confronto in un senso di antagonismo che non lascia scampo se non quello di uccidere per prevalere. Ragione non c'è davvero nell'agire rivendicativo se non prendere sistematicamente posizione da un lato verso l'inconscio che si pone come egoistico e narcisistico potente e dall'altro si ribella a qualsiasi regola precostituita, allo scopo di colpire un probabile nemico di cui si teme la supremazia. "E' l'elementare fantastico - scriveva Brauer nel suo diario - ha strutturare una esclusività determinante rispetto ad una associazione individualista di un ruolo a funzione importante collettivamente riconosciuto specie a livello followers: un seguito che svela una leadership di forza. L'individuo, dunque nel suo nucleo interiore, non sapendosi distinguere dal suo opposto imperioso, si identifica in esso e rimane perciò interiormente lacerato, quando si accorge che il suo sogno viene disatteso ed egli deve affrontare un penoso stato di contesa con la propria rappresentazione di imposizione manipolatrice. Questo strano tarlo diviene un elemento predominante e continuamente presente, fino al punto da diventare bestiale e di dissolvere le proprie buone intenzioni in una mancata vera distinzione. Egli diviene un essere collettivo che vuole dimostrare il proprio valore, con le spranghe, o il coltello, con il passamontagna o i lacrimogeni e le bombe carta ad impressionare nel seguire un tifo per una squadra o un ideale anarchico senza fondo come sfogo ad una vita emarginata ed accidiosa. A questo punto sorge il problema, in virtù del quale si deve evitare di forzare ciò che è indivisibile e cioè l'individuo, da ciò che è un istinto separatore fortemente frustrante che genera spaccature interiori difficilmente guaribili. Ci debbo riflettere per lavorare meglio ed in maniera più efficace."
IL GERARCA - Guardandosi intorno alla stanza dove si era rinchiuso per ripassare la sua parte attoriale politologica, si rivedeva in quel pubblico elettore. Dapprima c'era quel bambino timido sognante che rimaneva come estasiato da raggi radiosi di un utopia, poi c'era l'adolescente che si doveva confrontare con il disincanto della sfida dell'esperienza quotidiana ed infine c'era l'adulto che aveva a che fare con la complessità e la problematicità ed il relativo carico di cifre demoniache di nome azzardo, avventura, scacco, sconfitta e naufragio. Egli, per tale motivo, avrebbe tanto voluto attuare il compito di porsi a livello critico nell'argomentazione deduttiva, ponendosi un itinerario popolato di sintesi delle normative in cui era difficilissimo e alquanto complicato orientarsi per poter raggiungere dei risultati quanto meno decenti. Tuttavia, a livello organizzativo era molto complesso costruire forme di conciliazione/integrazione delle forme antinomic...
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