FANTASMATICA - Anche quest'anno Laila si è recata in una cartoleria a scegliere i biglietti natalizi più belli da inviare ad alcuni conoscenti con cui non aveva nemmeno contatti, per cui ella era più che altro un fantasma che appariva ogni tanto e che creava solo senso di fastidio e di imbarazzo a dover dare una risposta visto che poi l'espressione che vi era scritta era molto formale e non generava alcun emozione, anzi più che altro provocava repulsione come per scacciare una mosca tediosa. Ma lei, nonostante sapeva di avere poco valore e di essere insipida nei sentimenti continuava imperterrita nel suo intento di farsi notare e di poter trovare qualche aggancio che le potesse farla sentire al centro della considerazione eppure nessuno la nominava mai molto, anzi buttavano i suoi biglietti, seppure belli scrollandosi di dosso quella paranoia che si sentivano addosso. Si generava così una tempesta di indignazione inconfessata, un motivo psicologico di sintomo nevrotico ed isterico che si produceva in Laila tramite la suggestione estetica che la ossessionava. La forma era un segno di deficienza fatta di statuarie assenze o stati crepuscolari che portava a capire i disturbi di cui soffriva nelle sue visioni sognanti distanti dal realismo che davano l'impressione di problemi di inibizione profonde. Per questo Laila venne inviata a consulto dal dottor Breuer perché praticasse a Laila la sua speciale talking cure che aveva lo scopo di chimney sweeping (spazzare il camino dai fantasmi ovviamente...). La paziente si era ammalata quando doveva subire l'egida paterna inconsciamente che voleva vederla perfetta come una prima donna su un bel piedistallo vincente. Come era comprensibile per Breuer le tante fantasie della paziente di notorietà e considerazione prestigiosa avevano per oggetto una forma di tensione, anche se lei non lo ammetteva specie riguardo la decadenza delle capacità di autocritica, che si evinceva da restrizioni della coscienza da cui venivano fuori convinzioni veramente singolari e curiose. Ella aveva paura della sua solitudine che le dava una angoscia insopportabile tanto da accettare di convivere con un uomo stupido ed insensato che raccontava frottole e viveva di fantasticherie come balorde motivazioni. Infondo era come se Laila vivesse in un continuo stato di dormiveglia tanto da credere che tutto ciò che sognava si sarebbe potuto avverare e lei sarebbe stata la stella di una insulsa, lusinghiera recita. Il pericolo che si nascondeva dietro quello stato era il nervous shock come sintomo isterico continuo ed irrefrenabile che costituiva la malattia e la cui impressione perdura per anni ed anni. Sotto la superficie di perfezionismo si racchiudeva, dunque in realtà una profonda insicurezza che racchiudeva una certa morbosità che portava a porsi degli interrogativi per l'indagine sul trauma psichico specie se aveva generato una sorta di indifferenza o di ripugnanza rispetto ad altre persone al punto da evitare il dialogo diretto e da volersi schermare piuttosto dietro quello indiretto inteso come mediazione intravista nell'oggetto e nella sua gradevole, ma falsa interpretazione di pacificazione. "E' evidente - scriveva Breuer - che in Laila ci sia una grave impronta patogena che ha condizionato e leso il suo senso autocritico fino al punto di rendersi completamente ridicola ed anche poco astuta e quindi a meritare di soccombere fra i pregiudizi e le considerazioni poco favorevoli d'altronde se l'è voluta."
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
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