All'Istituto Alberto Marvelli - NUOVI MODELLI DI TEOLOGIA - Oggi più che mai la fiducia scolastica nella ragione speculativa viene meno ed è per questo che persistono profonde divisioni e fratture all'interno del credo cristiano. Infatti, non si può più fare appello alla sola fede perché questo atteggiamento non fa altro che sottolineare sempre più la separazione dell'uomo da Dio ed ecco perché per un periodo si delineò la teologia controversistica ed immanentistica, ma anche in questo caso si oppose uno scetticismo che portò poi all'idealismo hegeliano, che si presenta anche come reinterpretazione del cristianesimo in termini razionalistici tentando così di superare il dogmatismo per tentare di fare maggiore chiarezza a livello dei rapporti fra filosofia e teologia. Difatti, sempre più si sente l'esigenza di riconciliare fra sé la Verità alla ragione, la divinità alla natura, l'eternità alla temporalità, lo stato finito con quello di infinito per raggiungere un obiettivo di semplificazione del messaggio cristiano. In particolar modo si cerca di recuperare una essenza che vada al di là di un prassi sterile e che possa inserirsi anche a livello politico e soprattutto all'interno di un messaggio di "liberazione" che passano dall'affermazione del primato della ragion pratica di Kant fino a giungere alla prassi sociale di Marx mediante elaborazioni e formulazioni per trovare le migliori implicazioni sociali. A questo programma aderisce Moltmann la cui teologia della speranza è stata utilizzata nello scorso giubileo per raggiungere un diverso spessore politico e sociale che conduce ad un impegno di apertura alla mondializzazione per trovare possibili soluzioni alle crisi politiche storiche che conducono ai grandi conflitti e di conseguenza a distruzioni e spargimento di sangue. Per questo si auspica il recupero delle varie differenze, specie all'interno della giustizia là dove si fonda spesso il futuro della storia umana, la pace e l'etica mondiale. 

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