UMANITA' SMARRITA - 1300 giorni di guerra senza tregua, giorni in cui si vive senza luce, al freddo e senza molti viveri. Nella migliore delle ipotesi, rimaniamo vivi, aggrappati ad una flebile speranza se no ci inabissiamo nella disgrazia più nera. Ammettiamolo, siamo tutti sfiduciati. La sfiducia, nasce principalmente quando ci leghiamo troppo alla nostra dignità divenendo ansiosi di fronte a situazioni che in qualche modo la minacciano. Rinunciamo così alle sfide in cui rischiamo di mostrarci ridicoli o incapaci e ci rassegniamo alla situazione che ci circonda pensando di non essere all'altezza per trovare soluzioni. Ormai, siamo stranieri ovunque siamo, perché anche se le invasioni non sono avvenute con le armi o l'oppressione, comunque sono avvenute per cause migratorie. Desideriamo, allora sentirci vicini a qualcuno, ma diffidiamo di chiunque perché potrebbe essere il nostro peggiore nemico e soprattutto perché abbiamo paura di scoprire il nostro Io interiore, rendendolo ancora più fragile e vulnerabile. Per questi motivi non riusciamo mai a prevedere cambiamenti e quindi appariamo stupidi. Il fatto è che ci siamo abituati a sentire di possibili accordi di pace che poi, alla fin fine, non si realizzano mai. Al centro della nostra sfiducia c'è una immagine distorta di quanto una persona normale debba essere dignitosa e cioè fare in modo di condurre una vita sostenibile ed accettabile senza tramutarci in perfetti idioti. Infatti, la nostra capacità di giudizio è molto spesso fallace, in quanto le passioni tendono ad avere la meglio su di noi, e frequentemente siamo in balia della superstizione e di paure irrazionali. Tutto ciò però è profondamente incoraggiante. Comportarci come degli imbecilli, sbagliare e fare cose bizzarre ci avvicina ulteriormente ai più grandi strateghi del mondo e ciò ci fa capire che siamo tutti piuttosto squilibrati: qualcuno getterà ancora le monete in una fontana dei desideri, altri pregheranno di fronte ad un immagine sacra sperando che faccia il miracolo della pace. Invece, la nostra preghiera pare inascoltata ed ecco perché ci sentiamo smarriti e perduti, mentre in pochi riescono a rimanere saldi nelle loro seppure assurde ed astruse convinzioni. La causa profonda di tutto ciò risiede per lo più in una immagine inutile di come sono realmente le cose e le persone al vertice sociale. Ci sentiamo smarriti, in primo luogo per via dei nostri difetti, e poi soprattutto perché gelosamente non sopportiamo che qualcuno ci superi e venga ad occupare il posto di privilegio nel quale ci ritroviamo attendendo soluzioni da altri che riteniamo più capaci ed avvezzi ad imprevisti ed ostacoli da superare per riuscire a valicare la soglia della realizzazione, dell'indipendenza e dell'autonomia. Il guaio è che ci siamo adagiati troppo sul divano ed ora non riusciamo più a rialzarci legati come siamo all'ideologia di sapere ciò che serve per campare al meglio.
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
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