BOZZONE - LA NUOVA ERA DELL'ANTIVIOLENZA - (insieme a frate Gabriele Trivellin e Zamparetti Marco) - Molti pensano che il primo tipo di violenza nasca dai confronti che si discostano nettamente dalle norme del dialogo civile, perché potrebbero prevedere urla, accuse teatrali, porte sbattute, insulti e termini offensivi. Data l'intensità dell'angoscia provocata dai litigi, specie sui minori, ci potremmo aspettare che gli psicologi e la società potesse dedicare una buona dose di risorse e di attenzione a capire perché accadono e come possiamo disinnescarli o risolverli con efficacia in modo che non sfocino in violenza fisica o peggio in gesti estremi di ferimenti ed omicidi. Ma purtroppo la negligenza collettiva ha motivazioni molto forti per disinteressarsi di questa parte di antiviolenza. 1) PUNTO - la cultura romantica, lascia intendere spesso che vi sia da un punto di vista sentimentale ed emotivo, un inevitabile legame tra passione e temperamento focoso tanto da trasmettere spesso soap di successo in cui si rimarca proprio tale carattere. Di conseguenza lo scontro può essere interpretato non come indizio di immaturità e di una deprecabile mancanza di autocontrollo, ma come segni di attaccamento e di intensità del desiderio. 2) PUNTO - Ci lasciamo frequentemente sfuggire l'opportunità di migliorare perché ci convinciamo di essere una eccezione assoluta e soprattutto perché ci manca una formazione adeguata per capire chi siamo veramente e cosa sia bene per noi. 3) PUNTO - Un litigio è il tentativo fallito di comunicare ciò che desideriamo ed ha quindi la perversa conseguenza di rendere il messaggio di fondo meno visibile. E' la disperazione ad indebolirci e a condurci ad uno stato di irragionevolezza che impedisce ad ogni nostro argomentazione a nostro favore di giungere effettivamente in maniera giusta e chiara al destinatario. 4) PUNTO - quando litighiamo spesso pensiamo che noi o l'Altro non siano all'altezza delle nostre aspettative e perciò tendiamo a distruggere tutto il bene costruttivo che può esserci stato. C'è una tendenza al giorno d'oggi alla psicologia difensiva che si basa sulla concezione errata ed inconscia che la persona che ha ragione sa produrre le argomentazioni migliori e perciò è legittimata alla vittoria, ma in sostanza è che si perde di vista il valore solidale e di sostegno ad evolversi in versioni migliori di noi stessi in qualsiasi relazione. Difficile accettare critiche e per questo non solo neghiamo tutto, ma addirittura arriviamo al tradimento come fuga e come scorciatoia per risultare convincenti attraverso il nostro ascendente fascinoso. Inoltre molto spesso si innesca la rivendicatività del dispetto, della ripicca per i nostri contorti pensieri di timore che la felicità possa essere annullata dalla malinconia, dalla preoccupazione, dal senso di abbandono e di incomprensione ed è per questo che ci roviniamo l'umore invece di confessare apertamente e sinceramente i nostri istinti, anziché poi quando non ne possiamo più metterli in atto. Questi fattori possono diventare patologizzanti al punto da diventare insane abitudini esagerate e melodrammatiche fino a giungere alla massima incoerenza di ordire la morte di colei che dovremmo amare dato che ci sentiamo particolarmente legati e simili a lei che poi diviene fonte d'odio. Dopo tutto la gelosia è un arma a doppio taglio: da una serve a proteggere e custodire l'amore e dall'altra lo annienta ed è su quest'ultimo punto che bisogna lavorare capendo cosa sia utile fare ed imparare al riguardo. Nella giornata contro la violenza sulle donne, dobbiamo avere il coraggio di segnalare e denunciare ogni atto teso a screditare e opprimere il valore femminile.
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
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