INUTILI CORPI - I° CORPO - Se rifletto sulle caratteristiche del mio corpo in me stesso vedo che il mio essere era corruttibile, di cui l'anima caduta nel suo atto meramente intellettuale era prigioniera. La strumentalità del corpo ha per fine l'anima razionale e le sue operazioni in alcuni istanti, mentre in altri agisce sotto l'influsso di pulsioni e condizionamenti materialistici. Il mio corpo ora non possiede più null'altro se non una sostanza fredda che giace passiva senza attributo di pensiero alcuno. Prima ero una macchina produttiva che veniva sfruttata come un oggetto per la viltà, ed ora non sono più identificabile con la mia volontà di esperienza pacifica. Non vedete come sono stato ridotto con la schiena ricurva e le mie fragili ossa. Infondo non ero che un surrogato di una banale idea che subivo nella sofferenza e nella disperazione: una esistenza di poco conto che è durata solo un attimo e che non ha avuto modo di aprirsi al mondo perché è sempre rimasta confinata e sorvegliata da una coscienza di colpa che soggiogava ed opprimeva ogni moto facendomi diventare un automa che non riesce mai ad assaporare la presenza esistenziale ed anzi l'aborre come se fosse la peggiore cosa che conosce e capisce. Io non ho mai vissuto se non da miserabile che povero elemosina una luce fra le tenebre dei conflitti che lo attagliano fino alla fine del mondo.
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
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