IL VIAGGIO DELLE PAROLE - C'è sempre una forma di dicotomia fra dire e fare, tra vero e falso e tra fatto e valore ed il monaco Bruno lo sapeva ed era per questo che era andato a lezione. Il professore di dizione il primo giorno però aveva detto "Ricordatevi bene che non tutti gli enunciati sono constativi ed hanno quindi lo scopo di asserire o riportare qualcosa di valido; infatti esistono anche enunciati performativi che non descrivono nulla per cui in essi dire qualcosa (qualunque cosa) equivale a fare qualcosa, come assumersi un impegno o fare una scommessa. Dunque, poiché non possono essere né veri e né falsi questi enunciati non hanno delle particolari condizioni da seguire di verità, tuttavia riescono comunque nel loro intento solo se vengono rispettate determinate condizioni di "felicità". Deve, però, innanzi tutto esistere una procedura consolidata a livello sociale, la quale prevede che le persone pronuncino alcune parole in determinate circostanze; tale procedura deve essere svolta correttamente in tutte le sue parti e messa in atto nelle circostanze appropriate dalle persone competenti, in quanto chi emette l'enunciato in questione deve poi farle con l'atteggiamento o l'intenzione giusta (cosa non accade affatto, quando c'è adulazione) e deve espletare il compito che si è assunto proferendolo. Per tale motivo, quando non si verificano le prime 2 condizioni l'atto che l'enunciato vorrebbe eseguire ed istituire è nullo e l'enunciato stesso risulta essere "un colpo a vuoto", perché la procedura non è stata riconosciuta o viene dichiarata mai eseguita, se non si verificano le ultime 2 condizioni, invece, il performativo è infelice e l'atto viene dichiarato un abuso procedurale." Con questa spiegazione il professor Austin, pretendeva dai suoi allievi che analizzassero le relazioni che intercorrono tra gli enunciati performativi ed il valore delle verità delle asserzioni loro associate, ma in definitiva le lezioni centrali e ciò che avevano compreso gli allievi dimostravano che non era possibile dare una definizione grammaticale, perché non hanno una tipologia standard e quindi è impossibile redigere una lista di usi dei verbi performativi, perché le stesse frasi possono essere usate in diverse occasioni e modi stando però attenti per serietà a non cambiarne il senso ed il peso del valore.
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
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