All'Istituto Alberto Marvelli - TRASFIGURAZIONE SIMBOLICA - Inizia oggi un percorso fatto di possibile risveglio. Tutti quanti come gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni abbiamo il profondo desiderio di comprendere cosa sia la felicità, ma spesso ciò equivale a dire a chiunque "Tu sei la mia felicità. Se non ho te, mi rifiuto di essere felice" e quindi a rimanere strettamente legati ed incantati dall'aspetto che ci siamo prefigurati di una persona e persino di Dio. Perciò non potendo concepire di essere felici senza alcune condizioni per amare, per la libertà ì, per la gioia, la pace e la spiritualità allora non riusciamo a risvegliarci e vogliamo rimanere assorti, ingenuamente presi da un ideale di vita tranquilla in cui accamparci stabilmente. In realtà la gente deve soffrire molto nelle relazioni umane per poter disilludersi nei confronti di tutte le relazioni in cui investe la propria esistenza. Poi un giorno ti accorgi che in realtà la tua vita è scialba, banale e persino meschina ed allora decidi di uscire fuori da questo stato soporifero che ti porta all'angoscia e ti fa diventare depresso e talvolta folle fino alla nevrosi che conduce all'aggressività e alla rabbia insensata contro il mondo che ci circonda. Per tale motivo ho iniziato a diventare scettica nei confronti di tutti per cercare di diventare abile ed astuta come l'amministratore scaltro che fu lodato da Gesù perché faceva sconti ai suoi debitori per avere in cambio stima e rispetto. Egli in verità non rinunciava che a una piccola parte dei suoi introiti per dare spazio anche agli altri di potersi realizzare, di avere una opportunità per una vita migliore e per applicare il vangelo dell'interesse personale. Proprio così, la trasfigurazione non è altro che il perseguimento ed il compimento dell'interesse personale attraverso gli atti di carità. Questo lo aveva capito Giada che aveva risparmiato come le aveva suggerito la nonna 2 euro al giorno fin da un anno della sua età 8 anni giungendo a 5.000 euro di valore in banca quanto alcuni soldini li aveva spesi per fare dei regalini ai propri amici di scuola per il loro compleanno mentre altri li aveva messi in disparte in un salvadanaio per le emergenze. Ora se in banca Giada guadagnava altri 4 euro ogni 100 euro di accumulo bancario in quanto tempo giungeva a 5.000 euro? In 100 giorni arrivava a 100 euro e quindi in 3 mesi da 30 giorni + 10 che lasciava in disparte nel suo salvadanaio e quindi in banca depositava 90 euro dovendo aspettare altri 10 giorni e perciò 110 giorni per giungere a 104 euro rinunciando ad altri 6 euro per giungere a 110 euro pieni, 6 euro che la banca reinvestiva in buoni scolastici per testi matematici e tecnici e poi la banca faceva 5.000/104 = 48 rate rimanendo per il proprio salvadanaio altri 8 euro di spese bancarie e quindi in totale 14 euro per cui si aumentava il possibile introito risparmiatore ogni 5.000 euro di 114 euro ogni rata x 48 rate = 5.472 euro di guadagno nel progetto di investimento e dunque nel salvadanaio poteva mettere 472 euro da "sprecare" e conservare in banca i 5.000 per cui mentre all'inizio Giada impiegava 110 giorni per raggiungere 104 euro successivamente come cliente "fidelizzato" alla banca otteneva 472 euro da "sprecare" nel giro di 48 giorni e quindi era felice di aver potuto donare una parte dei suoi sacrifici, in modo da non solo aumentare il proprio risparmio, ma di pensare di avere aiutato altri ad ottenere un prestito per aprire una bancarella o altra attività perché è così che funziona: nessuno si salva mai da solo.
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
Commenti
Posta un commento