L'ALTRA PARTE DI ME - "La guerra è la vera idiozia" - rispose Miriam una donna che proveniva da Gaza city e che aveva perso fra le macerie della distruzione tutta la sua famiglia "Rimanere superstiti, questa è la colpa, ma non ci si può permettere di lasciarsi andare, altrimenti che speranza ci sarebbe? Anche se rimaniamo stremati, sconfitti e perduti, noi dobbiamo rimanere in piedi a dimostrare che l'arma più micidiale è la vita per la vita e non le bombe e nemmeno la prepotenza. Rimaniamo in piedi, sulla soglia della morte che ci sorride beffarda e ci fa sentire infimi, con quella sua opprimente e lacerante ombra che si stende su di noi con il suo denso fumo e la sua polvere maleodorante. Rimaniamo in piedi, fra lacrime e grida di disperazione con un silenzio vuoto fra le ossa e un arido vento di sconsiderazione fra le pieghe del tempo. Se resistiamo, nonostante le incursioni e la fame che ci dilania, forse potremmo avere perdono ed essere ascoltati perché questo grido possa avere pace e si ottenga una tregua in modo tale da avere un attimo di respiro Rimaniamo in piedi con le palme delle mani verso l'alto a chiedere misericordia verso il cielo e a impetrare il perdono consolatorio. Rimaniamo in piedi..." - "Certamente - rispose quasi come un eco Margherita - nemmeno possiamo immaginare cosa significhi perdere ogni cosa per cui si erano fatti tanti sacrifici, una vita spesa a raggiungere un sogno che poi viene distrutto nel giro di poco tempo. Viviamo la libertà scontenti e depressi per ogni piccolo piglio che non sia andato bene come noi ci eravamo prefigurati. Di fronte a competizioni riferiti a rivalità o paragoni con alter ego che contengono elementi abnormi, l'apparenza pare l'unica modalità cosciente per potersi esprimere superando repressioni inconsulte che creano circostanze per cui si ricorre ai social, scritture beffarde e pure offensive per un senso di assurdo che porta a nevrosi. Anche noi cerchiamo di rimanere in piedi resistendo alla tentazione di eclissarci rinchiudendoci dentro una bolla di sapone. La vita ci richiede fede e forza per non soccombere".
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
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