L'EDONISTA - Vivere la vita momento per momento, questo ho dovuto imparare durante la mia educazione se no, si genera l'inquietudine e la tensione causata dall'incertezza del destino. Fin da bambina, ho avuto a che fare con caratteri autoritari basato su ristrette e severe regole di rigida base morale e religiosa. Elemento essenziale per promuovere concretamente il processo educativo è lo stretto rapporto anche amoroso tra educatore e ragazzo per portare a termine le esigenze di uno stato. Per questo ho preso la valigia e me ne sono andata in ricerca di migliore fortuna e di piacere che producessero in me un buon effetto tanto da fare in modo che mi si riconosca l'originalità delle mie opere letterarie. Infatti, io preferisco un piacere sempre in movimento come la gioia e l'allegria, seppure durino qualche breve istante, mentre per i piaceri stabili serve la sopportazione e la tolleranza anche del dolore e della sofferenza. Il piacere, è certamente un fattore determinante della motivazione e della funzione dello sviluppo armonico individuale. Tuttavia, per raggiungere tale nobile scopo, dovevo condurre un viaggio. In primo luogo dovevo prepararmi all'osservazione di ciò che avrei visto e conosciuto durante il tragitto, e poi, successivamente avrei dovuto prepararmi all'ascolto di ciò che avrei sentito e compreso andando avanti nel percorso intrapreso. Difatti, guardando attentamente ciò che attirava la mia attenzione e che rapiva il mio pensiero, mi accorsi che non si trattava di un oggetto naturale, ma che non era nemmeno un prodotto mentale: né un'imitazione di un oggetto reale, né un'illusione, né una creazione del pensiero, si trattava piuttosto del doppio come era stato proposto ad Abram, quando Dio gli chiese di portargli 3 di ogni tipologia di animali da sacrificio e poi di farglieli dividere in 2 da una fiamma di fuoco come per generare una specie di sdoppiamento. Il doppio, è una realtà esterna al soggetto, ma che nella sua apparenza stessa, s'oppone, per il suo carattere insolito, agli oggetti famigliari e allo scenario consueto della vita, perché si muove su 2 piani contrastanti ad un tempo: nel momento in cui si mostra presente, si rivela anche qualcosa, che non è di qui perché appartenente ad un inaccessibile altrove dove noi finiremo
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
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