UNA FAMIGLIA PARTICOLARE - Me l'hanno spesso detto che io sono figlia del mio lavoro: la scrittrice. In effetti, tra le condizioni di dipendenza per le quali esiste l'Io, uno dei fattori principali che lo designa è la sua concettualità che un intellettuale può descrivere al meglio attraverso i suoi scritti e proposizioni. In questo modo, sia la produzione letteraria e sia quella esistenziale si uniscono in un significato che dipende da cause e condizioni in cui si ritrova la coscienza oggettiva. Infatti, la vita sulla terra è una continua tentazione ed è per questo che mi sento figlia delle tentazioni. Le tentazioni intervengono puntualmente senza lasciare alcuna tregua. Il che significa soprattutto che, nella forma della possibilità di peccare e di fallire, io mi trovo spesso radicalmente esposta alla mia principale tentazione: l'avarizia. Da qui nascono i miei principali conflitti di desideri, in momenti diversi o anche nello stesso momento. D'altronde chi agisce avendo sempre di mira la propria massima soddisfazione non sempre fa il bene. Nondimeno la prudenza è parte integrante della vita retta Eppure, pur essendo importante la prudenza non è che una parte della morale perché riguarda il nostro vero utile ed è della prudenza che mi piacerebbe essere figlia, perché essa cerca di rendere le persone idonee a vivere in una comunità , nonostante le molteplici divergenze dei loro desideri. Per raggiungere tale obiettivo, mi si sono delineati 2 metodi possibili: il diritto penale che tende a raggiungere un'armonia puramente esteriore, reprimendo le spiacevoli conseguenze di azioni che contrastano con i desideri degli altri attraverso la censura sociale e la possibilità di modificare i desideri delle persone, in modo da limitare le occasioni di contrasto e far sì che la realizzazione dei desideri di un singolo possano soddisfare anche altri individui. Per arrivare a tale prospettiva, però, occorre capire cosa sia l'amore. Il mio concetto di amore, però è egoistico perché vorrei che chi dice di volermi bene fosse disposto ad avere successo con me ed anche ad accettare i miei fallimenti ed invece spesso mi capita che il successo di uno rappresenti il mio fallimento più grande. In realtà, credo che la mia concezione della morale sia una curiosa mescolanza di utilitarismo e di superstizione, con forte prevalenza della prima. Per questo vorrei essere figlia della prudenza che mi insegna ad avere uno spirito obiettivo che non si lascia intimidire se non dal ragionevole dubbio che in ciò che fa ci sia o meno il male. La prudenza però quel giorno mi mise in guardia dicendomi "Guarda che spesso i difensori della morale tradizionale non sono persone di cuore, ma usano i peccatori come legittimo sfogo al loro desiderio di fare del male agli altri; il peccatore rappresenta un buon bersaglio e perciò bando alla tolleranza, questo pensano!" "Me ne sono resa conto - risposi - molte persone non sono atte a prevenire le miserie umane a livello razionale e perciò che si rilasciano tipi come Almasri chiudendo gli occhi difronte alle innumerevoli sofferenze inflitte a milioni di persone, che mai sarebbero dovute esserci. Alcuni poi considerano immorale il rapporto sessuale che non sia accompagnato dal desiderio di procreare, anche se è umanamente certo che nasceranno esseri tremendamente infelici. Io credo che in tutti gli stadi dell'educazione, l'influenza della superstizione e dei pregiudizi sia disastrosa e aberrante specie se si tende a togliere al bambino l'abitudine a pensare e ragionare come migliore sistema educativo morale." "Hai ragione - mi rispose Prudenza con il volto serio - le curiosità su argomenti ritenuti scabrosi vengono rintuzzate ricorrendo sempre di più al giorno d'oggi all'emozione collettiva social dalla quale ci lasciamo tutti un pò condizionare a livello del fatto che si instillano certi miti che servono a commercializzare tutto tenendo d'occhio in particolare modo l'educazione della gioventù, perché il potere dipende dal dilagare dell'emotività e dal corrispondente esaurirsi dello spirito critico che c'è in noi. Ciò influisce anche sulle scelte degli insegnanti che in maniera alquanto dannosa usano condizioni coattive che fanno aumentare sempre più donne capaci e soprattutto intraprendenti che disdegnano la carriera didattica ed accademica, specie a livello delle scienze politiche economiche." Questi sono i pericoli che corriamo: mancare di critica costruttiva.
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
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