LA SVOLTA ECCLESIALE - Per quanto riguarda l'auto-sviluppo si parla di un percorso che possa farci percepire l'intensità dello sviluppo umano in modo da segnalare le metamorfosi che si debbono subire nell'ordinaria quotidianità. E' difficile percepire dei progressi evolutivi dopo il 18° anno di età, perché dobbiamo leggerli in un altra ottica: tradurli in termini materiali e di crescita professionale e sociale. Nell'età adulta ci si focalizza più che altro sui voti ed i giudizi positivi che otteniamo, sulla carriera che intraprendiamo, sulla posizione gerarchica e di ruolo sociale che occupiamo e insomma sulle promozioni che raggiungiamo. Ma la nostra crescita a livello interiore può essere messa in ombra dai risultati premiali. In realtà, non ci rendiamo conto che i veri cambiamenti sono a livello di riuscire a risolvere delle questioni intricate e nell'essere resilienti di fronte alle vessazioni della vita. Ma per questo nessuno ci premia, ci dà una pacca sulla spalla o ci ringrazia. La gente non si congratula con noi e non ci guarda con maggiore rispetto o ammirazione se sappiamo sopportare una perdita ed a nessuno importa veramente di sapere come abbiamo raggiunto i nostri obiettivi. Comunque, dentro di noi nutriamo la fievole speranza che le nostre evoluzioni possano un domani essere apprezzate. In un mondo ideale potrebbe esistere una mappa dei progressi emotivi su cui tracciare il nostro percorso verso una maturità consapevole come se fosse un viaggio attraverso una regione interiore, durante il quale incontriamo mete sempre diverse, ciascuna con le proprie peculiarità e fra queste la regione di essere se stessi, quella di comprendere il modo di approcciarsi nelle relazioni con gli altri, quella della cultura, della civiltà e del capitalismo che conducono alla maturità emotiva. L'attuale sistema educativo si basa più che altro su 2 presupposti riguardanti il modo con cui apprendiamo per stare al mondo. In primo luogo è importante il COME ci vengono insegnati i concetti e trasmesse le informazioni e poi il COSA ci viene insegnato. L'insegnamento non deve affidarsi al carisma o al fascino e non è una forma di intrattenimento, ma parte da un chiaro concetto che deve rimanere impresso nella mente finché sia necessario al suo compito di crescita. Il cervello viene concepito come un hard disk che può immagazzinare dati per un tempo indefinito e per questo molti autori ritengono che l'istruzione dopo i 25 anni possa essere superflua in quanto il soggetto assimila solo i concetti a lui necessari per poter vivere mentre gli altri li dimentica nel tempo. L'educazione emotiva si propone specie in età adolescenziale di adottare 2 punti di partenza completamente diversi. In primo luogo, essendo l'età adolescenziale un età notoriamente ribelle, si ha la tendenza in quest'epoca a respingere la verità più profonda sul nostro io. Istintivamente, difatti, si biasima chi mette a nudo i nostri difetti e le nostre zone d'ombra, a meno che non ci sia stata prima l'accortezza di farci abbassare le difese, in modo seducente e talvolta truffaldino. Di fronte a suggerimenti di cruciale importanza ci poniamo spesso con superficialità siamo permalosi, irritabili, ma faremmo meglio certe volte ad ascoltarli per non incappare in balordi come è accaduto ad alcune studentesse che sono state uccise per fraintendimenti di falso compiacimento ad ammiccanti inviti. In secondo luogo, dimentichiamo presto ciò che è avvenuto e le vittime di omicidi di genere vengono archiviate come se niente fosse in quanto la nostra memoria tende a setacciare ciò che ci disturba e non invece a cogliere il senso degli avvenimenti in maniera più analitica. All'età di 30 anni il nostro entusiasmo tende a calare così come la nostra risolutezza e cominciano ad essere veramente poche le informazioni che riusciamo a trattenere e conservare nella mente. E' dunque importante a livello della ricerca scientifica e neurologica poter identificare le carenze strutturali della nostra mente che rientrano nell'akrasia meglio nota come mancanza di volontà ovvero la tendenza a non voler più ascoltare ciò che ci potrebbe essere utile e quindi a non fare ciò che dovremmo., E' proprio a causa dell'akrasia che riempiamo il nostro cervello di corbellerie e idee cruciali diventando inconcludenti, oppure pur sapendo cosa possa essere giusto fare puntualmente non lo facciamo per una forma distorta di rivendicazione. Infondo, ci sono sempre le occasioni per aderire ad una efficace educazione emotiva, ma spetta a noi perseguirle e attivarle efficacemente.
INGESTIBILE .- Ginevra, all'inizio della sua carriera credeva veramente di poter fare la differenza e di essere utile per custodire la vita, ma poi con il passare del tempo, vedendo anche la distruzione di interi popoli dovute alle guerre, gli aborti ed i suicidi assistiti si era domandata sempre più se valesse ancora la pena continuare quel mestiere oppure, invece, se accettare l'invito di una amica a lavorare presso la sua gelateria. In realtà, come infermieri, secondo Ginevra, si vive spesso come dentro ad un blackout di comunicazioni e si agisce più che altro meccanicamente con distacco da tutto e da tutti, per riuscire a sopravvivere. Anche su Gaza è calato lo stesso buio dell'indifferenza e del senso di impotenza umane e si tende a non parlarne ed a scemare l'attenzione, mentre si combatte ogni giorno e le tragedie sono infinite. Di fatto, l'esercito nelle sue imprese militari è diventato un fronte secondario, perché non ci si fa più molto caso alla conta de...
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