GIUSTIZIA ALLA SBARRA. Il Giudice dopo essersi letto qualche testo ed essersi confrontato con altre esperienze di insegnamento di colleghi che stimava, decise di paragonare la legge ad una buona e brava padrona di casa, che pur rispettando ogni regola e galateo a menadito, insieme alle buone maniere veniva recepita come "fredda educazione scolastica" che annoiava togliendo ogni desiderio e sogno motivazionale. Invece, il Giudice, avrebbe voluto far recepire ai suoi collaboratori una legge calorosa ed umana che si basa sull'ipotesi ben fondata che gli individui a cui si rivolge, non siano ciò che appaiono e quindi non vuole che divengano troppo adulti e composti, ma accetta che possano essere persone talvolta confuse sul da farsi, bisognose di conforto e di svago, pieni di rimpianti e rimorsi, insicuri del loro aspetto fisico, assillati da particolari impulsi e soprattutto dal senso di fallimento. La legge dovrebbe fare in modo di farci conoscere abbastanza bene a noi stessi, in modo da superare stupide apparenze e capire che i lati più strambi di noi stessi e degli altri possono trovare eco in chi li sa accogliere ed ascoltare con il cuore e la mente aperte. Ecco perché la legge SUGGERISCE cosa sia meglio fare, ma NON vuole che gli individui che la applicano e la mettano in pratica siano intrinsecamente superiori ed invulnerabili perché ciò è davvero poco realistico; la legge NON presuppone che si parli solo di temi seri e che non sia permesso ironizzare; la legge non presuppone mai che si apprezzi solo una atmosfera formale, e che si possa dare peso anche a piccoli a piccoli segni di rassicurazione e che non si possano mai mostrare i nostri lati ribelli, ma invece che si giunga alla comprensione del nocciolo e della manifestazione delle norme: quello di applicare le leggi per essere più consapevolmente maturi di sé stessi prima ancora che stabilire durature interazioni con gli altri e poi ritrovarsi delusi e sconfitti. La legge va vissuta in maniera più sciolta e fluida e va indirizzata in particolar modo a coloro che hanno vissuto una malattia o un disagio tale da sentirsene oppressi e poi da sentirsi sfiduciati sugli effetti della legge. Sotto la superficie della competenza, il Giudice avrebbe tanto trovare il grande onore di potersi permettere qualche volta di sentirsi goffo, ridicolo, persino un poco squilibrato perché il vero nocciolo della norma è la LIBERTA' di esprimersi al meglio delle proprie personali capacità per migliorarci e migliorare in quanto siamo LIBERI, LIBERI, LIBERI. Il Giudice voleva conservare tale libertà per il futuro delle generazioni che seguivano perché la libertà è un bene preziosissimo che vale molto di più che le ricchezze e le posizioni di prestigio ed è per questo che il Giudice avrebbe tantissimo voluto spiegare in quali contesti si una il termine "osservazioni delle norme" e in quali altre invece si usi il termine consiglio Ebbene il migliore consiglio che possono dare gli italiani come popolo sovrano è quello stabilito dal referendum dove i cittadini chiamati in causa stabiliscono se abrogare o modificare una legge e dove esprimere la propria opinione riguardo una decisione o una norma da seguire. Il sistema coercitivo, disciplinare, sanzionatorio e censurativo sono la prova che l'uomo per tendere alla propria libertà fa di tutto, ma non si piega mai a metà. 

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