MISSIONE PADRE - Di tutti gli inganni e le trappole della vita, la disistima di se stessi è la peggiore e la più difficile da superare perché è una fossa che scaviamo con le nostre mani e il cui significato si potrebbe riassumere con la convinzione che non ce la faremo mai in nulla. Quando seppi che sarei diventato padre ero proprio in un momento di crisi e di disfattismo che aveva su di me un aspetto molto strano, che non riuscivo a vedere. Il fatto è che non mi ero reso conto di essere geloso del mio ruolo di primo interesse e perciò, pensavo, diventando padre che quel bambino avrebbe rubato inevitabilmente tutto lo spazio che prima era dedicato a me ed alle mie esigenze di uomo. Così, non mi sentivo pronto ad affrontare la posizione di padre, in quanto mi sentivo ancora di più figlio e questo era dovuto principalmente da una mancanza di sicurezza. In realtà ero io stesso il mio peggiore antagonista che pensava di dover essere perfetto e che se ne voleva sempre stare sulla cima di un pinnacolo. "Potrai lottare bene tanto da campione quanto da sfidante - mi ero sentito dire un giorno dal mio allenatore di pallone - se solo ricorderai bene una cosa importante. Quando scendi in campo tu non stai difendendo il titolo, stai lottando per conservarlo. Non lo possiedi ancora se non lo metti prima in palio davanti a te stesso quando scendi in campo!" Me ne sono reso conto, proprio in quel momento di diventare responsabile per un altra persona che per ora era solo un embrione e che il mio vanto e la mia pretesa di rimanere il numero 1 del gioco doveva essere messa da parte. D'altronde era perfettamente inutile provare a se stessi e agli altri la propria superiorità perché significa autodistruzione. Se io ero ora perfetto e grande non vi sarebbe stato più alcun motivo per lottare, per tentare di cercare di rendermi un riferimento unico per mio figlio. In quel momento dovevo pagare uno scotto che riguardava il senso profondo di solitudine che mi pervadeva e mi faceva allontanare dal mio Io reale. "La persona che si è allenata ieri nel campo sportivo ha reso a se stesso inaccessibile tutte le vie per potersi ritrovare - mi dicevo davanti allo specchio come se parlassi dentro di me ad un estraneo - ora quella persona dovrà maturare in fretta dimenticandosi di chi era prima e annullando i propri vanti per conoscere quella creatura che stava dentro al ventre della sua compagna e per sentire sempre di meno la necessità delle sue presunzioni e scegliere e diventare un buon padre." Infondo, mentre mi raccontavo quelle cose ci credevo fermamente al punto di andare già a comprare una carrozzina e a pensare di voler dipingere la stanza in più della nostra casa di verde. D'ora in poi non potevo più essere un uomo mediocre.
INGESTIBILE .- Ginevra, all'inizio della sua carriera credeva veramente di poter fare la differenza e di essere utile per custodire la vita, ma poi con il passare del tempo, vedendo anche la distruzione di interi popoli dovute alle guerre, gli aborti ed i suicidi assistiti si era domandata sempre più se valesse ancora la pena continuare quel mestiere oppure, invece, se accettare l'invito di una amica a lavorare presso la sua gelateria. In realtà, come infermieri, secondo Ginevra, si vive spesso come dentro ad un blackout di comunicazioni e si agisce più che altro meccanicamente con distacco da tutto e da tutti, per riuscire a sopravvivere. Anche su Gaza è calato lo stesso buio dell'indifferenza e del senso di impotenza umane e si tende a non parlarne ed a scemare l'attenzione, mentre si combatte ogni giorno e le tragedie sono infinite. Di fatto, l'esercito nelle sue imprese militari è diventato un fronte secondario, perché non ci si fa più molto caso alla conta de...
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