L'EFFETTO IO - Il concetto di intenzionalità è il punto di partenza delle maggiori ricerche sulla coscienza giuridica e viene definito come un tendere a qualcosa che rappresenti un immagine mentale da raggiungere o meglio un ritratto mentale. L'immagine-chiave che si cerca di raggiungere è quella dell'Io che stabilisce i limiti per arrivare alla meta di qualsiasi particolare obiettivo. Quindi la prima prescrizione che si stabilisce a livello giuridico riguarda la "zona del possibile". Infatti, come ogni altro servo-meccanismo, il nostro Io creativo agisce sulla base di informazioni e di dati che in esso immettiamo, vale a dire i nostri pensieri, tutto ciò che crediamo, le nozioni che apprendiamo e le nostre interpretazioni ed elaborazioni. Attraverso il nostro atteggiamento, dunque, e le nostre interpretazioni e reazioni alle varie situazioni che la vita ci presenta noi descriviamo il problema che deve essere risolto. I° MODELLO creativo - Immettere nel servo-meccanismo informazioni e dati per imprimerli nella memoria in modo che possano essere usati per risolvere problemi presenti e futuri e dare risposta alle varie situazioni possibili. Il programma si basa sul poter vivere in modo migliore e deve consistere innanzi tutto nell'imparare qualcosa dal meccanismo creativo stesso, formulando un sistema guida automatico che si radica in noi stessi e di cui faremo uso al momento opportuno in modo da poter superare gli ostacoli con la pratica e l'esercizio costante. L'analisi che si determina da questa prima parte del programma è quella di "intenzionare" gli oggetti per ricondurre l'intero campo di indagine a fare esperienza del sapere e delle operazioni psichiche di base chiarendone la genesi ed il significato e ciò parte dai termini TUTTO, PARTE, UNITA', PLURALITA', PROPORZIONALITA' che si sottraggono ad ogni definizione logico-formalistica. Ciò che si può fare in questi casi è solo mostrare i fenomeni psichici concreti DA o CON i quali essi sono astratti a chiarire i modi di fare o di essere. Ma non bisogna confondere poi i fatti psichici con il fluire temporale della coscienza qui ed ora determinato dal significato logico che in tali fatti si manifesta e che è di natura universale ed ideale. Perciò si cercano di creare sempre nuovi modelli per tentativi di psicologia descrittiva basata principalmente sull'intuizione sull'intenzione che può essere empirica se rivolta ad oggetto puramente individuale e categoriale se sa cogliere dall'oggetto intuito una connessione con esso per trovarne in primo luogo un oggetto generico ed universale e poi una forma che può divenire essenza o idea di un A priori ovvero di una struttura costante dell'esperienza che genera l'oggetto del sapere scientifico e quindi la maestra d'ora in poi dirà A come Albero, mostrando vari tipi di albero ed invitando il bambino a disegnare il proprio albero per fare una propria esperienza mentale dell'albero che comunque descrittivamente per essere tale ha un tronco, delle radici, dei rami, delle foglie ed è più alto di una pianta qualsiasi anche se poi possono esserci i bonsai creati dalla persona umana. A come il "MIO" albero che poi CONDIVIDO affinché divenga il "NOSTRO" albero. - PRIMA PARTE -
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
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