ANNOTAZIONI SPIRITUALI - (proposta in bozza) Oggi partiamo con i veri e propri esercizi spirituali trattando del termine ATTEGGIAMENTO cioè caro Trivellin la disposizione d'animo di ciascun individuo a produrre determinate risposte simboliche apprese nell'ambiente famigliare e sociale e poi elaborate negli esercizi spirituali e relative a oggetti, situazioni, persone o gruppi. L'atteggiamento è ciò che si è disposti a fare e può anche non essere perciò strettamente correlato alle opinioni o a ciò che si è appreso fino a quel momento. L'azione di cui si parla è quella dello Spirito Santo dentro di noi e perciò si deve suddividere il momento dell'incontro spirituale in 2 parti: una parte transitoria in cui ci si dispone ad un cambiamento ed una parte permanente, per cui ci si conforma oppure si diviene indipendenti rispetto al comune sentire ed agire. Nella prima parte si impara dalla Parola viva, intesa come Cristo per cui si devono compiere 3 atti di carattere linguistico: 1) ATTO LOCUTIVO - cioè l'atto di dire e usare quelle determinate parole della Bibbia; 2) ATTO ILLOCUTIVO - cioè l'atto che si compie nel sottolineare una frase che sia un impegno o meglio un atto COMMISSIVO come per esempio "Chi non ha peccato scagli la prima pietra" (frase notissima) che ci impegna alla comprensione dell'errore e della debolezza umana; 3) ATTO PERLOCUTIVO - cioè una azione sull'interlocutore, che abbia determinati effetti come quello di dare speranza, rassicurazione, consolazione. A sua volta, l'atto locutivo ha 3 aspetti importanti da tenere ben presenti: fonetico (scandire bene i suoni nella loro sequenza e dare loro un preciso valore durante la lettura); fatico (cioè la produzione di parole e frasi tipiche di una lingua, determinata dunque da un lessico ed una grammatica); ed infine retico (cioè l'uso di quelle parole o frasi che abbiano un determinato senso e riferimento). Esiste negli incontri spirituali una cosiddetta FORZA ILLOCUTIVA di enunciati che assorbono nozioni performative e constative. Dobbiamo perciò stabilire le classi degli enunciati fra cui ci sono gli esercizi (appunto) , le nominazioni, le promesse, le sentenze, le esposizioni, le scuse, le dimostrazioni ed infine i comportamenti da assumere nell'immediato. La tassonomia che viene proposta è parziale perché la vera pragmatica si forma strada facendo e diviene modello o filosofia solo durante il suo esercizio o uso. Partiamo subito, dal primo atteggiamento del BELLO inteso come manifestazione della realtà che negli esercizi spirituali deve presentare vari gradi, dai corpi, alle anime, alle conoscenze e soprattutto alle maniere di porsi per cui la gentilezza, la decenza e la dignità sono considerate bello in sé. Qui si deve delineare il bello della trasfigurazione per cui Pietro chiese a Gesù sul monte di potersi accampare con 3 tende: una per loro, una per Mosè ed una per Elia raffigurando così i 3 momenti della bellezza interiore e cioè l'apparizione sensibile dell'Idea di Cristo e poi il suo contenuto veritiero intersecato alla nostra esistenza, che poi diviene ultraterrena ed eterna. Come il vero per la conoscenza ed il bene per la volontà, anche il bello di Cristo definisce piuttosto un ambito dell'attività spirituale che si trova nel sentimento della fede, della speranza e carità. ed è una nozione prettamente di apprensione trascendentale che corrisponde a determinati criteri di compiutezza e perfezione. L'amore è bello nel per-dono e nella riconciliazione.
INGESTIBILE .- Ginevra, all'inizio della sua carriera credeva veramente di poter fare la differenza e di essere utile per custodire la vita, ma poi con il passare del tempo, vedendo anche la distruzione di interi popoli dovute alle guerre, gli aborti ed i suicidi assistiti si era domandata sempre più se valesse ancora la pena continuare quel mestiere oppure, invece, se accettare l'invito di una amica a lavorare presso la sua gelateria. In realtà, come infermieri, secondo Ginevra, si vive spesso come dentro ad un blackout di comunicazioni e si agisce più che altro meccanicamente con distacco da tutto e da tutti, per riuscire a sopravvivere. Anche su Gaza è calato lo stesso buio dell'indifferenza e del senso di impotenza umane e si tende a non parlarne ed a scemare l'attenzione, mentre si combatte ogni giorno e le tragedie sono infinite. Di fatto, l'esercito nelle sue imprese militari è diventato un fronte secondario, perché non ci si fa più molto caso alla conta de...
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