INIEZIONE LETALE - Non servirà a nulla farmi salire su quel lettino di morte come monito per i pedofili, gli stupratori, i violentatori ed i molestatori senza che prima io possa avere la possibilità di raccontarvi la mia versione dei fatti. Fin da bambino, i miei genitori ed i miei nonni, mi hanno portato ad avere un conflitto psichico che non riusciva mai a trovare tregua e compromesso fra il desiderio e la difesa dalle passioni del corpo in quanto mi facevano capire che i pensieri riguardanti la libido fossero sconci e osceni e che per questo non dovessero neppure essere menzionati e così si cominciarono ad annidare in me tendenze perverse che servivano come sfogo di forti impulsi sessuali. La mia sfera affettiva, d'altronde era alterata dal fatto che il più delle volte, mi dovessi occupare dei miei cuginetti e di pensare di avere la responsabilità di farli crescere senza fargli mancare nulla e per questo di fare rinunce e sacrifici in nome della mia maturità. Giocare con i miei cuginetti, ad un certo punto, però quando crebbi ed entrai nell'età puberale, mi annoiava e sentivo che non faceva più parte della mia età e che avevo altri desideri che dovevo assolutamente assecondare, nonostante ciò mi venisse severamente vietato con punizioni di reclusione dentro ad uno stanzino buio e senza cena fino a che le mie passioni non si piegassero a quella che dicevano essere la volontà di Dio su di me: diventare un santo che sa vincere il diavolo con il suo coraggio e la sua integrità. Allora, mi sono reso conto di essere limitato ed ostacolato nella mia voglia di appartenenza e nel mio desiderio di conoscenza della sessualità che avrebbe potuto placare la mia carne. Così per riuscire a sentirmi più libero di esprimermi decisi di entrare in un seminario con la scusa di farmi sacerdote e di trasferire le mie passioni su un oggetto d'amore divino anziché su uno umano, una presenza non tangibile fisicamente, ma realmente presente dentro una particola di pane ed un goccio di vino. Quando entrai in seminario mi resi conto che non riuscivo mai a fare cessare il profondo senso di angoscia che mi pervadeva al pensiero della sessualità come espressione affettiva e di donazione all'altra. Per questo motivo, mi si creò una vera e propria ossessione per affetti coatti di cui non vedevo mai il buon fine o lo scopo giusto, e nel contempo mi sentivo completamente perduto nell'ammirare un crocifisso che per assurdo si era donato a noi nella sua nudità e spogliazione, nel suo corpo, nel suo sangue senza fare distinzione fra ciò che era puro e ciò che non lo era tanto da dirci che ciò che è impuro parte da dentro e non dall'esterno. Sul piano eziologico, la mia ossessione a divenire il lupo di Cappuccetto Rosso implica un rapporto sadomasochistico fra il mio Super-Io e l'Io per cui l'intreccio complesso di una serie di processi e meccanismi psichici mi rende inerme di fronte al sesso opposto adulto, mentre mi rende più attivo verso una sessualità bambina ed ancora innocente che è curiosa della scoperta e della conoscenza del significato di alcuni atti di prostrazione e donazione all'altro. Io ero contento di comandare il gioco delle parti, ero felice di stabilirne le regole e di capire chi doveva essere succube, subire e soggiacere, mentre l'altro si divertiva. Così, infondo avevano fatto anche con me, quando mi dicevano che ero bruttino e mingherlino per poter sperare di piacere a qualcuno e che inoltre ero troppo impacciato, troppo debole per potere esprimere la mia virilità. Per questo ho cercato facili prede, bambini che fossero inconsapevoli e che obbedissero agli ordini fidandosi di me. Voi non potete capire quale sia il senso di infimità che desta nell'intimo il profondo senso di impotenza e di inadeguatezza, voi non potete nemmeno immaginare come ci si possa sentire giorno, dopo giorno e momento dopo momento a non poter essere capaci di fare l'amore con qualcuna esprimendo a pieno i propri sentimenti e la propria anima insieme. Invece, in me sempre questo distacco di voler essere perfetto come pretendevano i miei genitori prima ed i miei istruttori poi, sempre questo dover misurarmi con la virtù che doveva superare qualsiasi desiderio anche di un semplice abbraccio o di uno sguardo di soddisfazione, orgoglio, fierezza e benevolenza. Voi non potete capire cosa significa sentirsi sempre vuoti, privi di qualcosa che possa essere affascinante e che possa attrarre qualcuna in qualche modo, quando solo i bambini riescono a farlo nella loro verità e sincerità, mentre gli adulti spesso falsano tutto e si nascondono dietro a maschere di ferro e cuori di pietra che sono difficili da scalfire. Voi non sapete cosa possa significare sentirsi come un burattino, manipolato di qua e di là e legato alle menzogne della malvagità che ti convince che sei un nulla, che cadrai nell'oblio e nella negazione di tutto e che non potrai mai sapere cosa sia l'amore per te. E' vero me la merito la pena capitale, me la sono andata a cercare, ma ditemi voi se potevo avere qualche speranza che qualcuna si interessasse di me e che si piegasse con misericordia sulle mie pene interiori, ditemelo voi se io potevo avere mai qualche altra chance per potere dimostrare di essere un uomo che sa esprimere al meglio del meglio il suo amore. Non mi è mai stata data una via di uscita ed io avevo bisogno d'amore reale, concreto, specifico per me, solo per me e nessun'altro, per me, solo per me che fosse il mio stesso specchio. Invece non ho avuto altro che un pugno di vespe fra le mani, e niente più, invece eccomi qui condannato a quel per sempre del buio, della cancellazione della mia esistenza come un mostro, come un reietto senza possibilità di pentimento e senza più una verità che dica come stavano le cose e tutto quello che avevo subito anche io. Uccidetemi pure, ma ricordatevi che potrebbe capitare anche a voi se non volete ascoltare, se non volete mai parlare, tirare fuori il vostro problema e capirne le motivazioni, potrebbe succedere che vi dobbiate trovare qui con me legato in un lettino ad aspettare che il farmaco abbia effetto e che mi annulli per sempre, per quel sempre buio che sconfigge l'anima senza darle più una speranza.
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
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