RISCHIOSA ARMATURA - Umano troppo umano - Non si trova più molta fede nel valore rinnovatore per cui c'è in questo XXI secolo una tendenza alla decadenza. Difatti, l'immagine della classicità che ha dominato per secoli la cultura europea dal rinascimento al romanticismo e che in un certo senso rifletteva la civiltà greca (nei primi pensieri cristiani) è scomparsa perché ormai la sua forza creativa si è esaurita nei satelliti di Elon Musck, perciò le forme armoniose e composte con cui usiamo identificare lo spirito classico sono finite in una dura e battagliera reazione di difesa, per il prodotto di una morbosa sensibilità al carattere caotico dell'esistenza, all'irrazionalità dell'Uno primordiale. Dunque, l'originario spirito greco è fatto di un impulso, che in Trump pare quasi essere dionisiaco, perché riflette la fondamentale caoticità dell'essere umano che alla fin fine si esprime a livello apollineo e cioè reagisce cercando affannosamente ed ansiosamente di produrre un mondo di figure pulite, limpide e ben definite. Invece, la tragedia ci coglie tutti i giorni ad essere inermi ed impreparati, di fronte alle immagini di distruzione, di guerra, di odio e di egoismo che vengono mandate in TV dove si vedono migliaia di morti, persone perse e desolate fra le macerie, carestie e disumanità di ogni genere e ci si sente inadeguati a risolvere i problemi con la firma di una tregua che da un momento all'altro potrebbe essere disattesa per i fragili equilibri umani nel suo esprimere il potere governativo e di conquista. Difficile, davanti a queste cose, imprimere una visione razionalistica ed ottimista del mondo, nella quale l'esistenza individuale e sociale si riduca tutta sul piano della quotidianità banale, senza alcun legame col mito e col fato. Perciò, il trionfo di un possibile razionalismo diviene il trionfo di una mentalità che rende impossibile ed ostacola la creazione di una vera novità storica che si basi sull'utilità realistica degli studi storici per la vita. Se nell'universo tutto si svolge secondo un ordine oggettivo, conoscibile, ma non modificabile alla persona, allora l'azione storica non ha più senso. La consapevolezza di ciò costituisce il nocciolo della decadenza che si aggira come un turista nel giardino della storia, sommerso nella propria consapevolezza che lo rende incapace ed inadatto a creare una nuova svolta storica. Tutto ciò accade principalmente perché l'individuo non riesce ad accettare la propria fragilità, vulnerabilità e debolezza umane e vuole essere forte e coraggioso tanto da aggrapparsi o traslare la propria inadeguatezza a risolvere i problemi e le sue incapacità sull'oggetto come l'alcol, la droga, gli psicofarmaci, i disturbi alimentari e le ossessioni di gelosie, di possesso, di potere. Così, c'è chi per non ammettere la propria labilità dà la colpa al cibo che la contamina, c'è chi diviene dipendente da alcune gocce di benzodiazepine tanto da doverle cercare in farmacia persino durante un viaggio, c'è chi si butta sul lavoro e chi sullo studio e c'è chi si ingozza di schifezze e chi cerca di diventare asettico e di costruirsi una armatura che lo isoli da tutto il male e la sofferenza che può attraversare in questa valle di lacrime. Per questo Nietzche pensava che lo storicismo fosse un altro aspetto del razionalismo che può ispirare la fede positivistica nella scienza: con questa intuizione si vorrebbe anticipare molte dispute sulla verità e la menzogna in senso extramorale. Così si ha lo smascheramento che di atti superbi nella critica della cultura delle funzioni di modello per trovare un motore di sviluppo che possa avere una funzione decisiva in una filosofia più matura di un eterno ritorno. Si genera dunque l'idea dell'eterno rinnovarsi dell'uguale e della volontà di potenza che si ritrova nel superomismo in cui prospettivamente moltissimi dittatori e totalitaristi si ritrovano in quel gioco di forze che non accetta mai la sconfitta e che ritiene che il tempo abbia un presente ed un futuro irripetibili quando c'àè invece una circolarità che ha determinati significati e direzioni che debbono essere interpretate seppure nell'infermità umana, nel suo senso di debolezza ed inadeguatezza come una parte di noi da accogliere e a cui talvolta persino riferirsi per non sovrastare, offendere, offuscare, opprimere e schiavizzare il prossimo perché l'armatura migliore sta in una fede che cerca i punti che uniscono, che si intrecciano, che si incontrano per camminare nella speranza.
INGESTIBILE .- Ginevra, all'inizio della sua carriera credeva veramente di poter fare la differenza e di essere utile per custodire la vita, ma poi con il passare del tempo, vedendo anche la distruzione di interi popoli dovute alle guerre, gli aborti ed i suicidi assistiti si era domandata sempre più se valesse ancora la pena continuare quel mestiere oppure, invece, se accettare l'invito di una amica a lavorare presso la sua gelateria. In realtà, come infermieri, secondo Ginevra, si vive spesso come dentro ad un blackout di comunicazioni e si agisce più che altro meccanicamente con distacco da tutto e da tutti, per riuscire a sopravvivere. Anche su Gaza è calato lo stesso buio dell'indifferenza e del senso di impotenza umane e si tende a non parlarne ed a scemare l'attenzione, mentre si combatte ogni giorno e le tragedie sono infinite. Di fatto, l'esercito nelle sue imprese militari è diventato un fronte secondario, perché non ci si fa più molto caso alla conta de...
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