GLI ABBRACCI DEL RITORNO- Non ti ricordo più dietro quel filo spinato, in quei capelli rasati ed in quel corpo avvizzito dai seni scomparsi. Quando ti stringo fra le braccia so che non sarà mai come prima del rapimento, so che ogni giorno vivremo l'incubo ed il tormento di quello che sarà di noi. In catene e confinata per sempre fra il muro e la speranza, in catene e sottratta al valore e vissuta come bestia. Non ti riconosco più fra quei piedi sul treno della aberrazione, sulle rotaie dell'orrore e dell'odio e so che non tornerai più nella tua leggera essenza, so che sparirai negli occhi tristi e nell'assenza del domani disperso fra gli abomini. Non ti rimembro più fra l'indifferenza, non più dialogo e solo irriverenza di una corte che non vuole ascoltare e che condanna senza morale. Non ti distinguo più fra le torve nebbie della mente impazzita, fra la ricerca di una maternità inventata, fra l'ossesso di avida prevalenza, fra i lividi senza più decenza e non so che ti è stato fatto e detto per convincerti che sei poco meno di sterco, per provare che hai la colpa di tutto, ma non voglio conoscere la statua di sale, quel male oscuro che ti banalizza fino all'osso. Sei tornata a casa, ma lo so sarà difficile proseguire il cammino, sarà più complicato il nostro destino a ricordare il motivo della pace: accettare ed accogliere la diversità di vedute. Non riconosco più dove sia la democrazia, se ogni giorno la cultura è dello spregio dei tormentati venti in balia, se ogni istante si uccide e si disprezza la carne e se tutta la poesia scompare fra le fosse comuni. Vivrai ancora, ma con il respiro mozzato, con un alito di storia inasprito e conflittuale, vivrai ancora fra le ombre che possono fare male. Conoscerai domani l'amore? Conoscerai la speranza del cuore? Se ti abbraccio lo spero e il mondo forse lo potrà intuire quello spiraglio che la poesia da un timido gemito di gioia fa risalire, il mondo lo potrà ancora sperimentare nell'abbraccio del ritorno che la giustizia sa rivelare. Non ti fermare più piccola soldatessa e fra le zolle insanguinate e sconfitte sorridi con la tua benemerita certezza: la memoria non basta serve ancora una poesia che spinga l'essere umano a ritrovare il motivo di vivere e non l'ossessione psicotica della sua avida malattia. L'abbraccio del ritorno contiene la poesia della persona ritrovata nel verso che segue il ritmo dell'amore e della misericordia e così sia. Per non dimenticare più come sei bella con ali di farfalla leggera nella libertà che vive la dignità.
INGESTIBILE .- Ginevra, all'inizio della sua carriera credeva veramente di poter fare la differenza e di essere utile per custodire la vita, ma poi con il passare del tempo, vedendo anche la distruzione di interi popoli dovute alle guerre, gli aborti ed i suicidi assistiti si era domandata sempre più se valesse ancora la pena continuare quel mestiere oppure, invece, se accettare l'invito di una amica a lavorare presso la sua gelateria. In realtà, come infermieri, secondo Ginevra, si vive spesso come dentro ad un blackout di comunicazioni e si agisce più che altro meccanicamente con distacco da tutto e da tutti, per riuscire a sopravvivere. Anche su Gaza è calato lo stesso buio dell'indifferenza e del senso di impotenza umane e si tende a non parlarne ed a scemare l'attenzione, mentre si combatte ogni giorno e le tragedie sono infinite. Di fatto, l'esercito nelle sue imprese militari è diventato un fronte secondario, perché non ci si fa più molto caso alla conta de...
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