IL RITMO DELLA VITA - "DIGNITATES" - Comincio oggi il mio nuovo percorso dal titolo "Dignitates" per trovare la dignità di essere nati e di essere persone. La prima dignità che abbiamo è anzitutto quella di creature di Dio facenti parti della sua stessa natura che ha un principio di movimento in se stessa che è per fortuna o per arte umana. In sede giuridico-morale ciò che è per natura è determinato da un nome che spinge ogni soggetto alla realizzazione della propria essenza, secondo un indirizzo finalistico che stabilisce il senso della meta (o luogo naturale) del movimento. In noi c'è una sincronia con il Creatore relativa al modo con cui gli organi di ogni essere vivente funzionano concordemente al fine di un ecosistema che serve alla conservazione della vita di cui noi siamo i primi custodi. Questa funzione armonica e vitale si è prima di tutto incarnata nel figlio di Dio Gesù Cristo che deriva da un soffio vitale che penetra nel grande corpo dell'universo e dirige ogni suo membro secondo un ordine necessario e razionale, ordine che si manifesta nella Pasqua del Signore e cioè in quel passaggio dove la legge morale coincide con quella divina della liberazione umana dal peccato e dalla morte attraverso la Resurrezione di Cristo dopo il suo sacrificio di morte in croce. Tuttavia, noi come esseri umani, spesso propendiamo per una concezione meccanicistica e materialistica perché siamo piuttosto abitudinari nel nostro quotidiano ed è per questo atto di banalità e superficialità che frequentemente non ci sentiamo un Uno, attraverso l'Intelletto e l'Anima, ma ci sentiamo divisi in noi stessi. Infatti sappiamo che la nostra anima è fragile ed è di forma inferiore perché digrada verso la materia, inteso come mero non essere, in quanto la natura rappresenta l'anima fuori di sé. Tutto il pensiero cristiano, dalla patristica alla scolastica ì, ha manifestato la preoccupazione di distinguere il creatore dalla creatura, ma con la venuta di Cristo delle 2 nature divina ed umana si è fatta una cosa sola che ha dunque lo stesso fine di Salvezza e Resurrezione.
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
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