IL RITMO DELLA VITA - "DIGNITATES" - Comincio oggi il mio nuovo percorso dal titolo "Dignitates" per trovare la dignità di essere nati e di essere persone. La prima dignità che abbiamo è anzitutto quella di creature di Dio facenti parti della sua stessa natura che ha un principio di movimento in se stessa che è per fortuna o per arte umana. In sede giuridico-morale ciò che è per natura è determinato da un nome che spinge ogni soggetto alla realizzazione della propria essenza, secondo un indirizzo finalistico che stabilisce il senso della meta (o luogo naturale) del movimento. In noi c'è una sincronia con il Creatore relativa al modo con cui gli organi di ogni essere vivente funzionano concordemente al fine di un ecosistema che serve alla conservazione della vita di cui noi siamo i primi custodi. Questa funzione armonica e vitale si è prima di tutto incarnata nel figlio di Dio Gesù Cristo che deriva da un soffio vitale che penetra nel grande corpo dell'universo e dirige ogni suo membro secondo un ordine necessario e razionale, ordine che si manifesta nella Pasqua del Signore e cioè in quel passaggio dove la legge morale coincide con quella divina della liberazione umana dal peccato e dalla morte attraverso la Resurrezione di Cristo dopo il suo sacrificio di morte in croce. Tuttavia, noi come esseri umani, spesso propendiamo per una concezione meccanicistica e materialistica perché siamo piuttosto abitudinari nel nostro quotidiano ed è per questo atto di banalità e superficialità che frequentemente non ci sentiamo un Uno, attraverso l'Intelletto e l'Anima, ma ci sentiamo divisi in noi stessi. Infatti sappiamo che la nostra anima è fragile ed è di forma inferiore perché digrada verso la materia, inteso come mero non essere, in quanto la natura rappresenta l'anima fuori di sé. Tutto il pensiero cristiano, dalla patristica alla scolastica ì, ha manifestato la preoccupazione di distinguere il creatore dalla creatura, ma con la venuta di Cristo delle 2 nature divina ed umana si è fatta una cosa sola che ha dunque lo stesso fine di Salvezza e Resurrezione.
INGESTIBILE .- Ginevra, all'inizio della sua carriera credeva veramente di poter fare la differenza e di essere utile per custodire la vita, ma poi con il passare del tempo, vedendo anche la distruzione di interi popoli dovute alle guerre, gli aborti ed i suicidi assistiti si era domandata sempre più se valesse ancora la pena continuare quel mestiere oppure, invece, se accettare l'invito di una amica a lavorare presso la sua gelateria. In realtà, come infermieri, secondo Ginevra, si vive spesso come dentro ad un blackout di comunicazioni e si agisce più che altro meccanicamente con distacco da tutto e da tutti, per riuscire a sopravvivere. Anche su Gaza è calato lo stesso buio dell'indifferenza e del senso di impotenza umane e si tende a non parlarne ed a scemare l'attenzione, mentre si combatte ogni giorno e le tragedie sono infinite. Di fatto, l'esercito nelle sue imprese militari è diventato un fronte secondario, perché non ci si fa più molto caso alla conta de...
Commenti
Posta un commento