SFACCETTATURE - Quante sfaccettature ha un diamante? Quella della donna seducente che cerca di conquistare il proprio ruolo con determinazione, oppure quella della donna che lo fa con ironia; quello della donna che è timida e remissiva, oppure quello della donna che si annulla nascondendosi dietro un abito. Infondo, i diamanti nelle loro sfaccettature sono fatti per brillare, sono fatti per essere ammirati, sono fatti per essere vissuti nella loro bellezza. Quale sfaccettatura vuoi avere oggi? Le donne sanno meglio ascoltare di altre le sofferenze ed i dolori del corpo, perché conoscono le doglie del parto, le donne sanno meglio capire la debolezza dell'anima, perché sanno esprimere sinceramente i loro sentimenti anche quando questi vengono ingabbiati. Bastano gli sguardi e non servono parole, basta un cenno del capo che si crea l'intesa, basta un respiro e un sussulto per comprendere tutto il peso che sopportano. Le lacrime delle donne, in mezzo a macerie di desolazione, il loro pianto fra i morti e le sepolture delle guerre, le loro pene fra le armi e le violenze del mondo, bastano a spiegare la loro bellezza. Anime nude di fronte allo specchio della verità, emozioni inquiete davanti al riflesso del loro stesso candore. Cosa resterà di quei diamanti che vogliono brillare? La traccia di una scena, il resoconto di un sipario, la frangia di un palco fatto di lustrini e di paillette, un copione da seguire ed incarnare nella quotidianità, quando le luci si spegneranno, quando i colori si stingeranno come quel rosa che non attecchisce mai ed il cui tessuto ha una certa ruvidità. Cosa resterà della maschera di porpora di schiaffi e offese se non una stanza vuota e dei timidi ricordi? Lo strascico di un valore perduto, lungo le scale dell'esistenza, la visuale di protagonismo disperso dentro quella lama fatta di gelosie e di inganni, fatta di menzogne e di disperazioni di quel bambino che non vuole mai essere uomo e di quella donna che non vuole mai divenire troppo matura e seria. Cosa resterà se non una pallida ironia di una biglia, di una trina, di un merletto dentro ad un cassetto? Cosa rimarrà di quell'angelo custode del focolare, di quell'immagine eterea che percorre la scala della vita? Pare tutto scomparire, pare tutto divenire come un abito di scena posato su un manichino, pare tutto diventare come un tessuto raggrinzito ed impolverato dal tempo che non può che essere messo in disparte e che è rimasto dentro uno scaffale qualsiasi. Una pagina di un libro che insegna la chiara disciplina di un lavoro interiore verso la conoscenza dell'universo femminile, un percorso a ricercare il tono, la posa, la plasticità danzante del corpo fra le pieghe di un vestito, fra le gambe e il desiderio che s'infuoca nel cercare il proprio spazio, nel scoprire continuamente la maternità di un voluttuoso pensiero. Cosa resterà di tante sfaccettature di donne, quelle donne che sono forti e determinate come punte di diamante, quelle donne che riescono a vincere la durezza della vita, quelle donne che sanno mordere il momento con un grido interiore? Cosa resterà? Una luce che viene ancora in un virgineo grembo, un vagito che è nascosto in una stanza dei bottoni, una missione che si svolge dentro una bottega, dentro un murales o dentro ad un filo conduttore: l'universo femminile che sa cucire ovunque l'amore. Grazie al regista Ozpetec per averci consegnato il capolavoro più bello di sempre: la poesia dei diamanti femminili.
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
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