IL NATALE DEL CAMMINO- Ho percorso strade dove non c'era che odio e gelosia, mani lorde di sangue, occhi rabbiosi; ho camminato fra i sassi dei conflitti interiori, fra le sterpi dell'egoismo e del possesso; ho transitato fra rocce di indifferenza ed impenetrabilità del cuore e poi ho visto intorno la disperazione della nudità interiore. Ma poi è nato un bambino Salvatore, è nato nel freddo e gelo del mondo, è nato nell'inquietudine ed incertezza del mondo. Fra le braccia solo il candore, fra i vagiti solo un tremore. E' nato ancora con la sola pretesa di amare ed essere riconosciuto amore libero per il mondo; spera ancora povera vita, spera ancora povero essere umano, spera ancora che nel Natale del cammino tu lo possa ritrovare.
INGESTIBILE .- Ginevra, all'inizio della sua carriera credeva veramente di poter fare la differenza e di essere utile per custodire la vita, ma poi con il passare del tempo, vedendo anche la distruzione di interi popoli dovute alle guerre, gli aborti ed i suicidi assistiti si era domandata sempre più se valesse ancora la pena continuare quel mestiere oppure, invece, se accettare l'invito di una amica a lavorare presso la sua gelateria. In realtà, come infermieri, secondo Ginevra, si vive spesso come dentro ad un blackout di comunicazioni e si agisce più che altro meccanicamente con distacco da tutto e da tutti, per riuscire a sopravvivere. Anche su Gaza è calato lo stesso buio dell'indifferenza e del senso di impotenza umane e si tende a non parlarne ed a scemare l'attenzione, mentre si combatte ogni giorno e le tragedie sono infinite. Di fatto, l'esercito nelle sue imprese militari è diventato un fronte secondario, perché non ci si fa più molto caso alla conta de...
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