IL PANCHINARO. Nell'ultimo sogno che fece, ad Alessandro comparve l'angelo Raffaele che gli portava in dono uno scrigno nascosto sotto un lenzuolo bianco dicendogli "Ricordati che la morte toglie ogni identità ed è per questo che i corpi vengono coperti con un lenzuolo bianco dove poi vengono tradotti ad una nuova dimensione che passa attraverso questo scrigno che ti vuole donare la PERFEZIONE che si esprime nell'amore dove tu stai sempre affiancato all'anima e mai la schiacci o ne sei timoroso e dove tu conosci la vergogna del peccato e anche la gioia di vivere l'emozione del bello della tua rappresentazione. Noi siamo tesi a trovare la perfezione che passa attraverso non solo la condotta in funzione di un premio di beatitudine e di gloria eterna, ma passa anche attraverso un monito di fermezza che noi abbiamo un tempo ed uno spazio per poterci esprimere, mentre poi al di là di questo noi non siamo più carne ed ossa, ma siamo universo in cui possiamo ritrovare l'arte dei nostri stessi valori. Dello scrigno devi prendere l'oro della regalità e generosità di donarti interamente e gratuitamente, l'incenso di essere simile all'immagine divina, la mirra di appartenere a un luogo eterno dove c'è solo gioia e lo spirito aleggia nel mondo come una poesia che mai spegne la fiamma del bene e che illumina ed ispira i migliori attendimenti per riuscire ad elevare ed edificare tutte le anime. Ricordati che questo prezioso dono non deve andare disperso e trafugato o annullato dall'inganno e dalla menzogna e perciò fai in modo che resti illeso, puro, vivo, buono e caro e che si distingua nella lingua saggia e gentile che sa incoraggiare la virtù" Alessandro lo apprese in quel momento che quando si ama allora si vale di più, che quando si avverte e si dona l'amore allora si diviene perfetti di quella perfezione che è la massima virtù.
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
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