PATETICO INFORMATORE. Alla redazione del giornale "L'Informatore" c'era molto fermento perché era appena stata data la notizia di un possibile accordo diplomatico di pace fra Israele e Palestina che si basava sulla ricostruzione di una Road Map specie per l'annessione della striscia di Gaza dove, comunque sempre ha pesato e tutt'ora pesava l'incognita di successione politica governativa. Questi accordi erano comunque di prova e quindi momentanei al fatto di poter gestire meglio la questione umanitaria dei profughi, ma tuttavia pareva che fosse meglio di niente. Nel frattempo in Libano sotto effetto della forte immigrazione palestinese, si erano rotti gli equilibri tra gruppi politici e confessionali. I contrasti che avevano portato all'escalation, dunque non sembravano destinati a calmarsi, anzi si era creata una vera e propria emergenza nell'emergenza all'interno del comparto militare che sfaldava di fatto un possibile trattato di cooperazione che poteva consacrare una sorta di protettorato americano. Il ritorno alla normalità era reso assai difficile e disagevole per pesanti ingerenze esterne e per la presenza di integralisti di Hezbollah per cui le forze armate, non intendevano affatto deporre le armi e tanto meno ritirarsi del tutto dalla striscia di Gaza o cedere a pressioni politiche filo-russe. A nessuno dunque interessava dell'articolo della importante scoperta scientifica che era stata fatta sull'uso dei beta-bloccanti, anche se questa cosa avrebbe potuto davvero rivoluzionare, sia il mercato farmaceutico e sia quello di carattere terapeutico, improntando nuovi approcci e soprattutto nuovi moduli di cura a pazienti con patologie cardiovascolari ed oltre. Così Mattia che si doveva occupare di questa rubrica si ritrovò solo a dover scrivere un minimo di trafiletto informativo, per mettere in evidenza che la vita continuava e che tutti erano chiamati a collaborare per la sete di guarigione e di stabilizzazione dei pazienti quando pareva non ci fossero più speranze. Mattia invece voleva credere ancora nella buona ricerca.
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
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