L'EBETE. Finì così quel simposio sulle malattie mentali e le persone radunate nella sala cominciarono ad andarsene, ognuno alle proprie incombenze quotidiane, rimanendo con impressioni abbastanza positive e motivanti. Ma nella sala era rimasta una mente fredda che dopo che ebbero spento le luci e chiuso le porte disse "Io rimango ancora qui ad attendere un verdetto, che riguarda il mio stato d'essere, dove mi sono nascosta e relegata in maniera indifferente ed asintomatica. Non voglio più avvertire il dolore, quanto male faccia avvertire le emozioni, voglio rimanere distaccata e praticamente priva di riflessi tranne che per quelli inerenti la semplice sopravvivenza. Non svegliatemi per vedere la guerra e la distruzione ed il tramonto dell'umanità, non stimolatemi ad avvertire il dolore della morte e della sofferenza del corpo. Lasciatemi vivere nel limbo che così non sappia mai cosa significhi la tragedia dell'esistenza e che non venga intrappolata dentro un tempo ed uno spazio. Lasciatemi dentro la mia dimensione ingenua ed infantile dove posso ancora sognare il paese dei balocchi e non dovere ingoiare una medicina amara. Fatemi credere che ci possa essere ancora Babbo Natale e la befana, che portino doni e dolci desideri per il domani, che non muoiano mai e che sopravvivano in eterno. Voglio credere che se c'è un Dio Padre, questo si prenda cura di me e che mi lasci qui senza troppe preoccupazioni, che ni circondi di ogni bene e che non mi faccia mai sopportare troppa malvagità e cattiveria. Lasciatemi qui, piuttosto ebete, ma mai priva di romanticismo, di quella bella poesia che eleva l'anima e la fa sentire unica. Lasciatemi qui seppur priva di valore ed ignorante, ma preferisco potermi godere anche un sorriso di gioia, poter avvertire il vento sulla pelle ed ascoltare il suono delle onde del mare da una conchiglia. Lasciatemi qui, persa e vinta per amore che anche se sono ebete, comunque possa dire che so cosa significa, che so quanto vale, che so che è luce ed una vita intera là dove io divengo una mente libera, libera, libera: ebete per sempre per la libertà!!"
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
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