L'EBETE. Finì così quel simposio sulle malattie mentali e le persone radunate nella sala cominciarono ad andarsene, ognuno alle proprie incombenze quotidiane, rimanendo con impressioni abbastanza positive e motivanti. Ma nella sala era rimasta una mente fredda che dopo che ebbero spento le luci e chiuso le porte disse "Io rimango ancora qui ad attendere un verdetto, che riguarda il mio stato d'essere, dove mi sono nascosta e relegata in maniera indifferente ed asintomatica. Non voglio più avvertire il dolore, quanto male faccia avvertire le emozioni, voglio rimanere distaccata e praticamente priva di riflessi tranne che per quelli inerenti la semplice sopravvivenza. Non svegliatemi per vedere la guerra e la distruzione ed il tramonto dell'umanità, non stimolatemi ad avvertire il dolore della morte e della sofferenza del corpo. Lasciatemi vivere nel limbo che così non sappia mai cosa significhi la tragedia dell'esistenza e che non venga intrappolata dentro un tempo ed uno spazio. Lasciatemi dentro la mia dimensione ingenua ed infantile dove posso ancora sognare il paese dei balocchi e non dovere ingoiare una medicina amara. Fatemi credere che ci possa essere ancora Babbo Natale e la befana, che portino doni e dolci desideri per il domani, che non muoiano mai e che sopravvivano in eterno. Voglio credere che se c'è un Dio Padre, questo si prenda cura di me e che mi lasci qui senza troppe preoccupazioni, che ni circondi di ogni bene e che non mi faccia mai sopportare troppa malvagità e cattiveria. Lasciatemi qui, piuttosto ebete, ma mai priva di romanticismo, di quella bella poesia che eleva l'anima e la fa sentire unica. Lasciatemi qui seppur priva di valore ed ignorante, ma preferisco potermi godere anche un sorriso di gioia, poter avvertire il vento sulla pelle ed ascoltare il suono delle onde del mare da una conchiglia. Lasciatemi qui, persa e vinta per amore che anche se sono ebete, comunque possa dire che so cosa significa, che so quanto vale, che so che è luce ed una vita intera là dove io divengo una mente libera, libera, libera: ebete per sempre per la libertà!!"
INGESTIBILE .- Ginevra, all'inizio della sua carriera credeva veramente di poter fare la differenza e di essere utile per custodire la vita, ma poi con il passare del tempo, vedendo anche la distruzione di interi popoli dovute alle guerre, gli aborti ed i suicidi assistiti si era domandata sempre più se valesse ancora la pena continuare quel mestiere oppure, invece, se accettare l'invito di una amica a lavorare presso la sua gelateria. In realtà, come infermieri, secondo Ginevra, si vive spesso come dentro ad un blackout di comunicazioni e si agisce più che altro meccanicamente con distacco da tutto e da tutti, per riuscire a sopravvivere. Anche su Gaza è calato lo stesso buio dell'indifferenza e del senso di impotenza umane e si tende a non parlarne ed a scemare l'attenzione, mentre si combatte ogni giorno e le tragedie sono infinite. Di fatto, l'esercito nelle sue imprese militari è diventato un fronte secondario, perché non ci si fa più molto caso alla conta de...
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