PER DIRTI CIAO. Nel suo ultimo intervento la psichiatra scrisse "Vivo spesso un dissidio interiore su ciò che sia bene o male dire o fare, su ciò che devo tenere per me e su ciò che devo donare agli altri perché è veramente difficile e disagevole saper discernere talvolta fra il bene ed il male ed anzi spesso c'è un sottile confine fra le 2 accezioni che porta più che altro al male. Perciò quando mi capita di scontrarmi con tali realtà in cui rimango incerta ed insicura, preferisco ritirarmi e rimanere da sola anche se questo significa profonda tristezza, preferisco di gran lunga rimanere in silenzio e non fare sentire più la mia voce o presenziare con la mia persona se no ho l'impressione che tutto quello che dico o faccio sia fatto per il male e non per il bene, ho l'impressione che dentro di me ci sia un confine labile e distorto di ciò che è il bene. Non voglio essere pedante o petulante, non voglio essere invadente e fuori luogo e perciò preferisco starmene per mio conto e cercare di stare così serena e tranquilla. Fra fare e non fare, dire e non dire preferisco essere un ombra, preferisco essere un puntino su un foglio perché io infondo ho sempre avuto la parte di una comparsa ed infondo è meglio così per me ed anche per chi mi circonda. Preferisco usare il sistema inversamente proporzionale dell'ascolto e poi dire che va tutto sempre bene, che andrà tutto sempre bene, mentre io scompaio e me ne vado lontano. Per dirti ciao ho scelto la strada dell'essere Alter ego e non Super-ego e perciò per dirti ciao scopro cosa sia meglio per te, per il meglio di me" Per dirti ciao.
INGESTIBILE .- Ginevra, all'inizio della sua carriera credeva veramente di poter fare la differenza e di essere utile per custodire la vita, ma poi con il passare del tempo, vedendo anche la distruzione di interi popoli dovute alle guerre, gli aborti ed i suicidi assistiti si era domandata sempre più se valesse ancora la pena continuare quel mestiere oppure, invece, se accettare l'invito di una amica a lavorare presso la sua gelateria. In realtà, come infermieri, secondo Ginevra, si vive spesso come dentro ad un blackout di comunicazioni e si agisce più che altro meccanicamente con distacco da tutto e da tutti, per riuscire a sopravvivere. Anche su Gaza è calato lo stesso buio dell'indifferenza e del senso di impotenza umane e si tende a non parlarne ed a scemare l'attenzione, mentre si combatte ogni giorno e le tragedie sono infinite. Di fatto, l'esercito nelle sue imprese militari è diventato un fronte secondario, perché non ci si fa più molto caso alla conta de...
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