PER DIRTI CIAO. Nel suo ultimo intervento la psichiatra scrisse "Vivo spesso un dissidio interiore su ciò che sia bene o male dire o fare, su ciò che devo tenere per me e su ciò che devo donare agli altri perché è veramente difficile e disagevole saper discernere talvolta fra il bene ed il male ed anzi spesso c'è un sottile confine fra le 2 accezioni che porta più che altro al male. Perciò quando mi capita di scontrarmi con tali realtà in cui rimango incerta ed insicura, preferisco ritirarmi e rimanere da sola anche se questo significa profonda tristezza, preferisco di gran lunga rimanere in silenzio e non fare sentire più la mia voce o presenziare con la mia persona se no ho l'impressione che tutto quello che dico o faccio sia fatto per il male e non per il bene, ho l'impressione che dentro di me ci sia un confine labile e distorto di ciò che è il bene. Non voglio essere pedante o petulante, non voglio essere invadente e fuori luogo e perciò preferisco starmene per mio conto e cercare di stare così serena e tranquilla. Fra fare e non fare, dire e non dire preferisco essere un ombra, preferisco essere un puntino su un foglio perché io infondo ho sempre avuto la parte di una comparsa ed infondo è meglio così per me ed anche per chi mi circonda. Preferisco usare il sistema inversamente proporzionale dell'ascolto e poi dire che va tutto sempre bene, che andrà tutto sempre bene, mentre io scompaio e me ne vado lontano. Per dirti ciao ho scelto la strada dell'essere Alter ego e non Super-ego e perciò per dirti ciao scopro cosa sia meglio per te, per il meglio di me" Per dirti ciao.
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
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