FILOSOFIA DI UN DIARIO. Così la professoressa di italiano si accorse che non bastava scrivere su quel diario e poi rileggerselo ogni tanto in classe, ma che ci voleva anche un commento di un esperto psico-pedagogo "Certo -disse con convinzione - un diario è fonte di segreti che una persona non riesce a confidare nemmeno a persone che ritiene fidate, una confessione, in cui colui che si apre, mette a nudo l'anima senza privarla della sua dignità e anzi dandole una nuova luce. Dai primi scritti del diario, già si rileva un processo di differenziazione e di integrazione di dialettica con gli elementi istintuali che sono alla base psichica umana, che anche rispetto alle forze ombrose dell'Io, ha il compito di differenziarsi e di integrarle al contempo in una superiore sintesi conciliativa, che non deve mai essere esclusa. Ma, non si può nemmeno ridurre il processo di autenticazione dell'individuo alla mera integrazione degli elementi istintuali perché sia la dottrina del simbolo rappresentativo che il concetto di individuazione rimandano ad una ipotesi comune nella quale convergono: l'archetipo. La natura del simbolo stessa, sembra non potersi spiegare se non con il concorso, oltre che delle parti razionali della coscienza, di forme strutturatrici inconsce, di carattere impersonale elaboranti di materiale offerto dalla vita psichica dell'individuo. D'altra parte, nel processo di individuazione, l'Io deve differenziarsi non solo dalle forze collettive culturali agenti a livello cosciente, ma anche da istanze altamente strutturali agenti a livello inconscio. La cosiddetta connessione "dialogica" capace di fondare un rapporto originale ed autentico con la cultura da cui emerge, deve stabilirsi non solo con i valori di detta cultura ma anche con le forme arcaiche ed universali, agenti alla base della vita psichica e conservanti, però, un aspetto pericoloso solo nella misura in cui l'Io non ha compiuto una vera e propria differenziazione da esse e non ha stabilito con le stesse un rapporto dinamico e creatore. Questo penso, ognuno poi di quelli che ascoltano ed a cui è indirizzato il diario, dovrebbe anche esercitarsi a trovare possibili soluzioni per poter raggiungere un equilibrio possibile dove ciascuno deve lavorare su se stesso per riuscire a trovare accordi di pace, quella pace che parte dal cuore."
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
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