ALTERNATIVA . So di non essere in grado di amare e che per questo devo migliorare il mio modo di essere e di fare, però a volte penso che la gente faccia i capricci e che voglia fare osservazioni solo per piegare gli altri al proprio ego per sentirsi forti. Così un giorno mi sono chiesta cosa significasse per me la norma giuridica e le regole umane e mi sono accorta che ci sono dei critici giuridici e così avevo pensato di porre l'interrogativo sul senso della norma e delle regole alla dottoressa Cartabia Marta e mi sono accorta che ora la visione della norma e della regola si è allargata rispetto ad alcune visioni ristrette o riduzionistiche come quella dell'imperativismo. Si è dovuti passare ad un ordine di valori il famoso indice o cartina al tornasole di un sacerdote riguardo alla regola di amare i nemici e allora in primo luogo si deve parlare di diritto coattivo che non impegna affatto chi sostiene che bisogna concludere tutte le norme in quanto molte poi debbono essere modificate nel tempo in quanto sono sorpassate dalle nuove esigenze di rendere più snello l'ordinamento giuridico. Alcune norme e regole sono solo un fardello che appesantisce e non risolve i veri problemi arrivando al nocciolo della questione, altre norme sono l'inizio di un percorso giuridico che dovrà essere migliorato nel tempo ed altre norme ancora sono programmatiche a livello politico e sociale-economico. Il senso della norma non è solo correggere degli errori o risolvere problemi inerenti in primo luogo la delinquenza, la violenza e la crudeltà umana, ma è anche un etica deontica che conduce ad un illuminazione che serve a trovare percorsi possibili, fattibili, praticabili, sostenibili sia a livello di risorse umane che economiche-sociali. Il senso della norma è dare spazio a ciascuno ed ognuno di potersi esprimere al meglio e perciò quando mi capitò di avere a che fare con persone snob ed egocentriche io (lo ammetto) caddi nel loro inganno e le lasciai fare, dicendo fra me e me "Facciamole contente, dandogliela vinta tanto cosa mi costa?" Dopo però Mi accorsi che avevo fatto una forzatura e che rimanevo inibita nel mio valore di persona, Mi accorsi che a fare troppo contenti gli altri scontentavo me stessa e che perdevo una parte importante del mio valore e cioè la libertà di potermi esprimere di avere uno spazio ed un angolino tutto per me, solo per me, un posto tranquillo dove potessi essere me stessa e dove potessi starmene come volevo persino in mutande. Invece molti usano la maschera della norma, della regola per farsi valere, ma un giorno il mio professore di diritto amministrativo alla scuola di ragioneria mi disse che il migliore valore della norma e della regola è trovare in essa il rispecchiamento dei nostri valori, della nostra stessa anima e dei nostri più profondi sentimenti. Così per quanto riguardava lui, il professore disse che la sua regola preferita era lavarsi le mani sia in senso positivo di essere puliti e di avere senno e sia in senso negativo di lasciare ad altri le incombenze e responsabilità maggiori e perciò se capitava un collega che avesse voluto fare l'avvocato sia al lavoro che fuori dal lavoro, mettendosi sempre sulla difensiva e trovando qualcosa per cui eccellere per dimostrare di essere illustre e bravo egli gli avrebbe detto "Scusa collega se te lo dico, ma temo che tu non abbia compreso bene il senso della norma che è quello di trovare in essa la migliore versione di te, interpretando gli articoli non tanto alla lettera, ma in maniera PERSONALE e cioè trovando nell'ordinamento la tua stessa personalità e perciò mio caro collega se tu non hai ancora fatto questo credo che ti sia perso un mondo, credo che tu abbia impoverito la norma nel suo valore più profondo, credo che tu non abbia compreso il suo interesse umanitario e che abbia escluso la possibilità con il tuo atteggiamento esclusivista di averne la verità in tasca che la norma possa appartenere ad un popolo intero, che la regola sia proprio questa: non escludere nessuno dal diritto e dal dovere, dalla responsabilità e dal piacere e soddisfazione di praticarla. Tu ti sei perso caro collega la lezione più grande e più bella, per essere migliori giuristi bisogna praticare una sana umiltà, bisogna pensare che l'altro abbia qualcosa che noi non abbiamo per attingere alla sua fonte che poi diviene fonte di diritto, fonte d'amore ed infine fonte di vita infinita" CIAO:
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
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