All'Istituto Alberto Marvelli ai frati francescani - MENTI LEGATE. La mente di un filosofo era stanca perché dopo aver prodotto molto a livello teorico, ed aver insegnato tutto quello che sapeva e poteva, ora si voleva riposare, ma non poteva farlo perché si trovava in una situazione in cui le norme che regolavano il suo lavoro e la società che la circondava, apparivano oggettivamente, praticamente sempre inadeguate alla loro designata funzione, e cessavano pure certe volte di essere espressione veritiera e credibile di un valore e quindi perdevano di pratica e concreta efficacia. La mente, dunque, rimuginava fra sé e sé. "Vivo sempre il passaggio da una società a solidarietà meccanica (scarso grado di divisione del lavoro sociale, con rappresentazioni collettive sindacale che svolgono una efficace funzione integratrice) a società a solidarietà organica (alto grado di divisione e frazionamento del lavoro, con rappresentazioni collettive di diffusa articolazione di funzioni e ruoli sociali, presenza di un sistema di di norme che integra scarsamente nella coscienza collettiva i desideri illimitati dei singoli ed i conflitti di interessi tra i vari gruppi e formazioni) e mi si crea una grande confusione e conflitto di atteggiamento sia teorico che pratico. Da un lato mi pare che l'accentuazione del grado di divisione del lavoro, possa provocare una situazione in cui il processo di produzione delle nuove funzioni sociali attese, possa risultare più rapido del processo di produzione delle norme che lo regolano e dall'altro mi sembra che i valori capaci di integrare si sfaldino nella coscienza collettiva e si perda di fiducia nell'autorità governativa. Lo stato attuale, mi porta, difatti a pensare e credere che ci sia un disinteresse e una disintegrazione della legittimità dei valori e delle norme che tengono coese le varie parti in gioco e che si rifletta, più che altro su un sistema individuale del fai da te che rivela un totale disadattamento prodotto dalla frattura sociale capace di disfare la personalità alienandola completamente. Tutto ciò, mi lascia intendere che si tendono a generalizzare ed interiorizzare forti spinte al raggiungimento di fini che sono propri di classi o strati dominanti che condizionano notevolmente le altre portandole a conformarsi ai loro desiderata. La cultura, dunque, che potrei creare verrà in poco tempo fagocitata e distrutta, in quanto anche io subirò tutto ciò che mi propinerà il governo vincente, seppur interiorizzando gli intenti migliori che però non vedrò mai soddisfatti e realizzati. Così, la più parte do noi ed anche io, lo confesso e lo ammetto, diventiamo rinunciatari e passivamente accettiamo le scuse che ci vengono propinate di non poter risanare i danni di alluvioni o terremoti e di doverci arrangiare perché con la concessione del superbonus per l'edilizia ora le risorse non ci sono più e quindi non ci si può molto permettere di investire i fondi e questo significa sopportare altri sacrifici e rinunce a portare avanti alcuni progetti e a riuscire a realizzarli in pieno. Per questo sono stanca, stanca e stanca di sentirmi dire sempre le stesse banali scuse, di vedere che certa gente si è arricchita e certa altra no, che certi furbetti hanno avuto la meglio evadendo le tasse e facendo il gioco di scontare il prezzo dell'IVA se non di richiede la ricevuta, mentre certi altri si sono sobbarcati tutte le tasse fino all'ultimo sangue, hanno dovuto sopportare i lavori forzati anche per i fannulloni e per gli approfittatori ed ingannatori truffaldini. Mi sono veramente stancata ed ora vado a riposare per sempre" Poco dopo il filosofo morì e tutte i suoi bei documenti, intenzioni e proposizioni finirono con lui sepolte nella terra nera, nella terra fredda là dove non c'era più amore e dove non riscalda più il sol e dove tutto finisce nel duol.
PROEMIO - Dimentichiamo spesso ciò che impariamo a scuola perché in noi avviene una certa scelta tra le impressioni che si presentano e similmente fra i singoli particolari di ogni impressione o esperienza che ci ha dato input percepiti come negativi ed inutili. Per questo quando Elena doveva affrontare l'esame di licenza media la preside Facidda si rese conto che i ragazzi di quella età (13-14 anni) hanno un sintomo incompleto e poco soddisfacente della conoscenza. Difatti, aveva già proposto a livello di insegnamento di ascoltare nelle interrogazioni orali 2 alunni che insieme ricevevano le stesse impressioni e che poi abbiano fatto un loro elaborato ciascuno a casa propria, mentre qualche tempo dopo si scambiano i ricordi dell'evento di quella interrogazione: ciò che è rimasto fermamente impresso a uno, spesso l'altro lo ha dimenticato, come se non fosse mai accaduto, e questo senza che si abbia il diritto di affermare che l'impressione sia stata psichicamente più ...
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